Tutto il romanzo del mago di Oz conservato in un filamento di DNA

L’intero romanzo Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum è stato memorizzato nel DNA da un team di ricercatori dell’Università del Texas ad Austin. Il romanzo, tradotto in esperanto, è stato codificato e quindi conservato in un doppio filamento di DNA per quello che è uno dei primi esempi di come la conservazione di dati nel DNA non debba essere vista più come una cosa fantascientifica ma un metodo di memorizzazione che può essere anche pratico e utilizzato per scopi reali.

La difficoltà nel memorizzare dati nel DNA sta nel fatto che il DNA stesso è particolarmente soggetto gli errori e può essere molto facilmente danneggiato, cosa che naturalmente cancella i dati.
La difficoltà di metterci una pezza sta nel creare un adeguato algoritmo di codifica che consenta soprattutto un recupero accurato delle informazioni, come spiega Ilya Finkelstein, biologo molecolare che ha partecipato al progetto dell’Università del Texas ad Austin.

Il recupero dovrebbe poter essere realizzato anche nei casi in cui filamenti di DNA risultano parzialmente danneggiati.
In un contesto come quello odierno, e quello futuro, in cui gli esseri umani producono sempre più informazioni digitali, a tassi addirittura esponenziali, trovare metodi per conservarli in maniera più efficiente è un chiodo fisso di scienziati ed aziende.

Il DNA non occupa praticamente spazio e soprattutto può essere conservato a temperatura ambiente per migliaia di anni tanto che è stato calcolato che questo metodo è circa 5 milioni di volte più efficiente dei migliori metodi di conservazione di dati digitali attualmente esistenti.
Un millilitro di DNA, praticamente una piccola gocciolina, potrebbe per esempio conservare la stessa quantità di dati che oggi vengono conservati in due server farm, ognuna delle quali grande quanto un supermercato di Walmart, come spiega il comunicato stampa relativo allo studio apparso su PNAS.

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