Uccelli migratori usano una bussola magnetica interna

Un pettirosso europeo (Erithacus rubecula), credito immagine: File:Rouge gorge familier - crop (WB correction).jpg - Wikimedia Commons, PierreSelim, (CC BY-SA 3.0), cropped

Il mistero relativo agli uccelli migratori e a come riescano a trovare la propria destinazione dopo viaggi che possono essere lunghi anche migliaia di chilometri ha scatenato ricerche su ricerche nel corso dei secoli anche se una spiegazione assoluta non è mai arrivata.
Una nuova ricerca, pubblicata su Current Biology e realizzata da un gruppo di ricerca dell’Università della Danimarca Meridionale, potrebbe aver risolto questo enigma. Secondo i ricercatori, gli uccelli migratori utilizzano una sorta di bussola magnetica interna che si attiva grazie ad una speciale molecola presente nella retina degli occhi quando gli uccelli percorrono lunghe distanze.

Già negli anni passati, varie ricerche avevano dimostrato che è una proteina che si trova negli occhi degli uccelli che aiuta questi ultimi a rilevare le informazioni elaborandole in un percorso di viaggio, tuttavia i veri meccanismi sensoriali interni non sono mai stati spiegati.
Esaminando il comportamento del pettirosso europeo (Erithacus rubecula) e analizzando al microscopio gli occhi di questi uccelli, i ricercatori credono di aver individuato la molecola magnetorecettrice, denominata Cry4.

I ricercatori hanno infatti scoperto che i livelli di Cry4 nei pettirossi europei si rivela molto più alto durante la stagione migratoria.
Simulazioni computerizzate hanno poi permesso di determinare la struttura di questa molecola e la sua precisa localizzazione all’interno della retina dell’occhio dell’uccello, per la precisione nel segmento esterno delle cellule dei fotoricettori a doppio cono. Quando la luce colpisce gli occhi dell’uccello, si avviano reazioni chimiche influenzate dalla direzione del campo magnetico terrestre, qualcosa che aiuta fortemente gli stessi uccelli per quanto riguarda l’orientamento.

Fonti e approfondimenti



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