Uccello con dito dalla lunghezza record trovato fossilizzato nell’ambra

Rappresentazione artistica dell'Elektorornis chenguangi (credito: Zhongda Zhang, Current Biology)

Un uccello con un dito insolitamente lungo trovato fossilizzato nell’ambra nella valle Hukawng del Myanmar nel 2014 è stato studiato da un gruppo di ricerca dell’Università delle geoscienze della Cina, Pechino.
Il fossile appartiene ad un esemplare vissuto 99 milioni di anni fa.

Lo studio, pubblicato poi su Current Biology, mostra che questo uccello utilizzava questo dito particolarmente lungo per rintracciare e raccogliere il cibo degli alberi, probabilmente larve e insetti all’interno delle insenature dei tronchi.
I ricercatori, guidati da Lida Xing, hanno creato una particolare scansione ricostruendo in 3D il corpo e la zampa dell’uccello scoprendo che il terzo dito risultava del 41% più lungo del secondo dito e delle 20% più lungo del tarsometatarso, un osso che si trova nella zona inferiore delle zampe degli uccelli.

Confrontando la zampa di questo uccello con quella di altri 20 uccelli estinti vissuti nella stessa epoca e di altri 62 uccelli attualmente viventi e simili, i ricercatori hanno trovato che nessuno di essi poteva vantare un dito così lungo.
I ricercatori, che hanno denominato questo uccello Elektorornis chenguangi, lo hanno inserito all’interno del gruppo degli Enantiornithes, uccelli vissuti durante l’era mesozoica e abbastanza diffusi a quel tempo.

Dovrebbero essersi scomparsi durante l’estinzione di massa del Cretaceo-Paleogene, l’estinzione che spazzò via i dinosauri 66 milioni di anni fa e che si crede sia stata causata da un asteroide che impattò sulla Terra.
L’uccello aveva dimensioni minori di quelle di un passero ed era arboricolo: passava la maggior parte della giornata sugli alberi dove espletava tutti i suoi bisogni, dalla ricerca di cibo alla riproduzione.

Le dita particolarmente allungate non sono una novità negli uccelli arboricoli ma il dito di questo esemplare batte tutti i record conosciuti in termini di differenza di lunghezza con le altre dita, come specifica Jingmai O’Connor all’Accademia delle Scienze cinese, uno degli autori della ricerca.

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