Ucraina, Russia potrebbe usare armi nucleari? Il parere dell’esperto

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Un professore associato dell’Università della Tasmania, James Dwyer, esperto di relazioni internazionali e di strategia nucleare, ha realizzato un interessante articolo su The Conversation riguardo alla possibilità che la Russia possa usare le proprie armi nucleari nel contesto della guerra che si sta svolgendo in Ucraina.

Due tipi di armi nucleari: tattiche e strategiche

Innanzitutto c’è da specificare che esistono due tipi di armi nucleari: quelle tattiche e quelle strategiche. Quando prendiamo in considerazione le bombe atomiche pensiamo sempre a quelle strategiche, sostanzialmente quelle più grandi e potenti, lanciate con missili intercontinentali, in grado di annientare un’intera città nel corso di quella che si rivelerebbe poi una sorta di “apocalisse”. Tuttavia negli arsenali russi, e di diversi altri paesi, sono presenti anche le armi nucleari tattiche.
Queste ultime differiscono dalle prime per le modalità di lancio e di arrivo sull’obiettivo. Le armi nucleari tattiche, come spiega Dwyer, vengono infatti lanciate usando sistemi a corto raggio come elementi di artiglieria, missili da crociera a corto raggio o aerei tattici.

Armi nucleari tattiche per sbloccare situazioni di stallo

Le bombe nucleari tattiche di solito hanno un rendimento esplosivo inferiore rispetto a quelle strategiche (anche se non è una regola) ma in ogni caso il loro potenziale esplosivo può essere paragonato a quello delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e su Nagasaki.
Le armi nucleari tattiche sono pensate per creare delle “crepe” nei sistemi di difesa dell’avversario, una necessità che spesso si crea quando si assedia una città e non si riesce a conquistarla (proprio ciò che sembra stia succedendo in Ucraina).

Opzione nucleare in Ucraina: improbabile ma non impossibile

Le armi nucleari tattiche più piccole possono distruggere con facilità diversi obiettivi importanti come areoporti o altre strutture di difesa. Secondo Dwyer l’utilizzo di armi nucleari tattiche da parte dei russi in Ucraina è improbabile; tuttavia il rischio sta aumentando e dovrebbe aumentare ancora di più se Putin e l’esercito russo vengono “messi al muro” o se non continuano a non ottenere sostanziali progressi per molti giorni o settimane. Anche se l’opzione nucleare resta improbabile, al momento non si può dire che risulti impossibile.

Guerra tra NATO e Russia: dottrina della “de-escalation”

Inoltre c’è un’altra possibilità che potrebbe verificarsi qualora si aprisse un conflitto tra la NATO e la Russia. Secondo Dwyer i russi potrebbero adottare la dottrina della “de-escalation”. Probabilmente, in caso di conflitto nucleare tra NATO e Russia (un conflitto che secondo Dwyer i russi comunque perderebbero), la stessa Russia proverebbe immediatamente ad “attenuare” il conflitto utilizzando una piccola escalation per ottenere, in realtà, una de-escalation.

Avvertimento per ottenere la de-escalation?

Sostanzialmente i russi potrebbero utilizzare fin da subito un’arma nucleare su obiettivi la cui distruzione non creerebbe troppi danni, soprattutto in termini di perdite di vite umane, per la NATO. L’utilizzo di un’arma nucleare tattica potrebbe essere anche un avvertimento per ottenere la de-escalation: la bomba potrebbe esplodere sull’oceano vicino alle coste del nemico oppure su un obiettivo strategico senza presenza di soggetti umani. Un’escalation immediata che supererebbe la soglia nucleare potrebbe in effetti mettere “in pausa” la NATO.

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