Umani attraversarono Mediterraneo molto prima di quanto pensato secondo nuovo studio

Posizione di Stelida (stella rossa) e rotte migratorie degli ominidi ipotizzate dai ricercatori (frecce nere). Rotta ipotizzata dalla maggior parte degli altri studi (freccia gialla) (credito: mappa di base modificata da Lykousis 2009, figura di JH)

Le isole del Mediterraneo, in particolare quelle dell’arcipelago greco, non sono mai state molto importanti per quanto riguarda gli studi concernenti l’arrivo dell’uomo in Europa.
La teoria finora predominante vede queste isole abitate per la prima volta solo 9000 anni fa perlopiù da agricoltori, a differenza dell’Europa continentale, abitata già da dell’età della pietra.

Si è sempre ritenuto, infatti, che solo l’Homo sapiens potesse aver avuto l’idea solleticante, ma anche abbastanza difficile da mettere in atto, riguardante l’attraversare il Mediterraneo con delle barche.
Tuttavia un nuovo studio, pubblicato su Science Advances, mostra che almeno una di queste isole, l’isola di Naxos, era già abitata da Neanderthal e da umani almeno 200.000 anni fa, molto prima di quanto creduto in precedenza.

I ricercatori hanno analizzato i resti ritrovati nei pressi di una cava a Stelida, nella zona nordoccidentale dell’isola di Naxos, e sono giunti alla conclusione che quest’isola ha rappresentato un importante crocevia per le rotte migratorie che vedevano Neanderthal e umani spostarsi dall’Africa all’Europa e viceversa.

Questa scoperta sfida il concetto secondo cui questa regione è stata sempre ritenuta inaccessibile ed inabitabile per chiunque tranne che per gli umani moderni.
Come spiega Tristan Carter, professore di antropologia alla McMaster University, nonché autore principale dello studio, questi risultati “costringono a ripensare completamente la storia delle isole del Mediterraneo”.

Secondo la maggior parte degli studiosi, infatti, il Mar Egeo, sarebbe stato pressoché impraticabile per gli ominidi e l’unica possibilità di entrare ed uscire dall’Europa risiedeva nel ponte terrestre della Tracia, nei Balcani sud-orientali.

Secondo gli autori di questo studio, il bacino dell’Egeo era in realtà già accessibile, molto prima di quanto creduto. Secondo i ricercatori, infatti, in certi periodi, come durante l’era glaciale, questo mare era più basso e avrebbe permesso a queste popolazioni primitive di camminare attraverso una rotta migratoria alternativa, rotta che collegava Africa ed Europa e che attraversava alcune delle isole dell’arcipelago greco, come la stessa isola di Naxos. Inoltre gli stessi Neanderthal potrebbero anche aver costruito imbarcazioni grezze per percorrere brevi distanze eventualmente non coperte da terraferma.

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