Umani che sudano e sbuffano al chiuso sono fonte di inquinamento dell’aria secondo un nuovo studio

Credito: Meng Tang, Pixabay, 1948837

Una persona che suda e sbuffa, ad esempio una che sta eseguendo un esercizio fisico, può emettere un livello di sostanze chimiche dal proprio corpo che può essere cinque volte superiore ad una persona ferma. Queste sostanze, tra cui gli aminoacidi del sudore e l’acetone emesso col respiro, possono combinarsi a livello chimico con alcuni detergenti a base di candeggina formando nuovi legami chimici.
Questi legami un ambiente chiuso quale quello di una palestra, potrebbero in effetti influire sulla qualità dell’aria interna con risultati finali che andrebbero approfonditamente analizzati secondo un nuovo, interessante studio condotto da ricercatori dell’Università del Colorado a Boulder.

In effetti, come spiega Zachary Finewax, l’autore principale dello studio, pubblicato su Indoor Air, gli esseri umani sono una fonte inaspettata e forse troppo spesso non presa in considerazione di emissioni di sostanze in alcuni casi inquinanti in situazioni al chiuso.
Queste sostanze, infatti, possono letteralmente mischiarsi a livello chimico con i prodotti che usiamo per la nostra pulizia e reagire con risultati che potrebbero essere inaspettati. Inoltre queste stesse sostanze che gli esseri umani emettono dal corpo possono interagire anche con i prodotti che si usano per pulire i locali delle palestre e per disinfettare le attrezzature, in particolare quelli a base di cloro.

Nonostante siano alla fine citarle di prodotti detergenti che uccidono i batteri superficiali, possono combinarsi con le sostanze del sudore per formare quello che il comunicato stampa dell’università americana chiama “nuovo cocktail di sostanze chimiche”.
Ad esempio i ricercatori hanno registrato la presenza di un gruppo chimico denominato N-cloraldimine risultato un prodotto di reazione della candeggina, derivante dai detergenti spruzzati sulle attrezzature, con gli aminoacidi presenti nella palestra.

Il ricercatore sta da due anni analizzando questi effetti in una struttura universitaria per atleti che vede gli stessi studenti eseguire esercizi di vario tipo, dal sollevamento di pesi alla ginnastica.
“Siamo stati in grado di catturare le emissioni in tempo reale per vedere esattamente quante sostanze chimiche erano gli atleti emettendo, e con quale velocità”, spiega Demetrios Pagonis, un altro ricercatore che ha firmato lo studio.

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