Umani cominciarono a trasformare ambiente con agricoltura intensiva già 3000 anni fa

Livelli di agricoltura intensiva 3000 anni fa (credito: blog.smu.edu, ) (DOI: 10.1126/science.aax1192)

Gli esseri umani avrebbero cominciato a praticare l’agricoltura intensiva, e dunque a trasformare fortemente l’ambiente che li circondava, prima di quanto stimato precedentemente.

Secondo una nuova ricerca pubblicata su Science , infatti, gli esseri umani avevano già “radicalmente cambiato il mondo per coltivare il cibo”, come riferito nel comunicato stampa che presenta lo studio, 3000 anni fa.
Lo stesso studio mostra anche che la caccia e la stessa coltivazione erano attività molto più varie e complesse di quanto pensato, cosa che corrobora l’idea secondo cui esseri umani hanno avviato cambiamenti ambientali e climatici, talvolta irreversibili, prima dei “classici” 2000 anni sempre citati quando si parla dell’inizio dei danni apportati all’ambiente globale da parte dell’uomo.

“Il nostro studio mostra in dettaglio la progressione dalle origini dell’agricoltura alla sua diffusione in tutto il mondo”, dichiara Mark D. McCoy, uno dei ricercatori impegnati nello studio nonché antropologo della Southern Methodist University che ha condotto lo studio. “Si scopre che i modelli di scienze della terra sono probabilmente troppo conservativi e l’intenso rimodellamento dell’ambiente per la produzione di cibo era comune da migliaia di anni prima dell’inizio del tipo di agricoltura su scala industriale che vediamo oggi”.

Lo studio si è avvalso dell’apporto di oltre 250 tra archeologi e scienziati esperti dell’utilizzo dell’ambiente da parte dell’uomo, in particolare del suolo, che sono stati invitati a rispondere a vari questionari riguardanti 146 regioni relative praticamente a tutti i continenti tranne che all’Antartide.
Non si tratta dunque di uno studio classico ma di una meta-analisi non regolare sull’utilizzo globale del suolo nel corso del tempo.

Tra l’altro lo stesso studio sottolinea che forme di agricoltura intensiva iniziate migliaia di anni fa includevano anche attività che normalmente riconduceremmo solo all’età moderna come la bonifica degli appezzamenti di terra, l’allevamento di grossi gruppi di animali e tecniche di coltivazione del cibo atte a diminuire sempre più lo sforzo umano e massimizzare la raccolta.

“Il prossimo passo naturale per questo modello rivisto della diffusione di diversi tipi e intensità di uso del suolo è quello di confrontarli con la genetica e la linguistica umana e integrare questi risultati nella grande storia dell’umanità”, riferisce Ann Horsburgh, altra antropologa ed autrice dello studio.

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