Umani cominciarono a modificare pesantemente ecosistemi già 2600 anni fa

Lago Barombi oggi (credito immagine: File:Jezioro Słoniowe (Barombi Mbu) - okolice Kumba - 001304s.jpg - Wikimedia Commons, Ryszard Vorbrich, CC BY-SA 3.0 PL, cropped)

Gli esseri umani sarebbero stati responsabili di forti modificazioni dell’ambiente per raggiungere i propri scopi già 2600 anni fa, per la precisione in Africa centrale. L’idea che la modifica dell’ambiente e il pesante inquinamento siano attività negative imposte dall’uomo al pianeta Terra solo di recente, e più precisamente solo con l’avvento dell’era industriale, si rivela dunque non esatta.

Secondo una ricerca, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Science, già 2600 anni fa nell’Africa centrale, il luogo dove si crede abbia praticamente avuto origine l’uomo moderno, avvenne un forte e drastico cambiamento dell’ecosistema della foresta pluviale intorno al lago Barombi nel sud dell’odierno Camerun.
Analizzando i sedimenti lacustri intorno al lago, i ricercatori sono stati in grado di comprendere che, circa 2600 anni fa, esisteva un denso ambiente boschivo scomparso poi in pochi anni e poi, altrettanto bruscamente, riapparso dopo 600 anni, segno di una diminuzione sostanziale della popolazione umana in loco.

Questo cambiamento improvviso, comunque già conosciuto e denominato “crisi della foresta pluviale”, ha sempre rappresentato un enigma per gli scienziati. Secondo diversi ricercatori, la causa sarebbe da ricercare in una relativamente improvvisa diminuzione delle precipitazioni, tuttavia le cause a riguardo sono sempre state oggetto di controversie.

Secondo la nuova ricerca la causa è invece da assegnare proprio agli insediamenti degli umani che in quell’epoca giunsero intorno al lago Barombi. Queste tribù hanno lasciato, secondo Dirk Sachse del Centro tedesco di ricerca per le geoscienze, uno degli autori della ricerca, impronte antropogeniche rilevabili negli archivi geologici. La stessa ricerca mostra anche che la natura è in grado di rigenerarsi non appena la pressione umana in termini di sfruttamento ambientale diminuisce.

Yannick Garcin, geoscienziato anch’egli attivo nella ricerca, conferma: “Siamo quindi convinti che non sono stati i cambiamenti climatici a causare la crisi della foresta pluviale 2600 anni fa, ma sono state le popolazioni in crescita che si stabilirono nella regione e che avevano bisogno di ripulire la foresta per sfruttare la terra arabile”.

Fonti e approfondimenti



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