Umani moderni raggiunsero area più occidentale dell’Europa migliaia di anni prima di quanto calcolato

I ritrovamenti in vari siti europei mostrano la dispersione degli umani moderni dall’Eurasia lungo il bacino del Danubio e lungo il bordo del Mediterraneo in un periodo relativamente breve (credito: DOI: https://doi.org/10.1073/pnas.2016062117 | PNAS)

Un nuovo studio presentato su Proceedings of the National Academy of Sciences suggerisce che l’approdo degli esseri umani moderni nelle aree più occidentali dell’Europa sia avvenuto a almeno 5000 anni prima di quanto precedentemente calcolato da altri studi. Secondo Jonathan Haws, un professore del Dipartimento di Antropologia presso l’Università di Louisville, gli esseri umani moderni sarebbero infatti arrivati in queste regioni in un periodo compreso tra 41.000 e 38.000 anni fa. Ciò sarebbe dimostrato dalla scoperta che gli stessi ricercatori hanno fatto riguardante vari strumenti di pietra usati proprio dagli esseri umani moderni che risalgono a questo periodo e che sono stati ritrovati nell’area della costa atlantica del Portogallo centrale.

Ondate migratorie dalle Eurasia fino all’Europa

Il sito, quello della grotta di Lapa do Picareiro, presenta infatti dei reperti che sono simili a quelli rinvenuti in varie altre zone dell’Eurasia, fino alle pianure russe. Ciò supporta l’idea di ondate migratorie dalle Eurasia fino all’Europa avvenuto in poche migliaia di anni.
Ricerche precedenti avevano invece suggerito che durante questo periodo nelle aree più occidentali dell’Europa fossero presenti solo i Neanderthal.

Neanderthal sostituiti oppure assimilati dagli esseri umani moderni?

Si tratta di scoperte importanti, secondo i ricercatori, perché ha conseguenze sulla concezione che abbiamo riguardante le interazioni tra gli esseri umani moderni e Neanderthal. Inoltre questo studio potrebbe essere di aiuto nel tentativo di sciogliere il nodo riguardante la questione della scomparsa nei Neanderthal: sono stati sostituiti oppure assimilati dagli esseri umani moderni?
Si tratta di un problema ancora irrisolto nella paleoantropologia, come spiega Lukas Friedl, antropologo dell’Università della Boemia occidentale a Pilsen, autore dello studio: “Le prime date per gli strumenti di pietra aurignaziana a Picareiro probabilmente escludono la possibilità che gli esseri umani moderni siano arrivati nella terra a lungo priva di Neanderthal, e questo di per sé è eccitante”.

Prime emigrazioni avvenute lungo i fiumi

Le prime emigrazioni, secondo Haws, sono probabilmente avvenute lungo i fiumi che vanno da est a ovest anche se non è da escludere del tutto un percorso costiero. Quello che sembra certo, in ogni caso, è che gli esseri umani moderni hanno praticamente raggiunto l’area più occidentale dell’Europa diverse migliaia di anni prima di quanto calcolato in precedenza, calcoli che erano stati fatti soprattutto grazie ai ritrovamenti effettuati a sud del fiume Ebro, in Spagna, nel sito di Bajondillo, dove si trovano diverse grotte che si affacciano sulla costa meridionale spagnola.

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