Umani perderanno senso dell’olfatto? I risultati del nuovo esperimento

Credito: PublicDomainPictures, Pixabay, ID: 20978

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Accademia cinese delle scienze sembra supportare una teoria sorprendente, come spiega ScienceAlert: gli esseri umani potrebbero, molto gradualmente e nel corso della loro evoluzione, perdere il senso dell’olfatto. Lo studio è stato pubblicato su PLOS Genetics.[1]

Olfatto degli esseri umani potrebbe degradarsi nel tempo

Si tratta in realtà, come spiega l’articolo, di un’ipotesi abbastanza vecchia. Già in passato alcuni ricercatori avevano fatto notare che l’olfatto degli esseri umani potrebbe degradarsi nel tempo a causa dei cambiamenti genetici che riguardano i recettori dell’olfatto. Questi ultimi sono gli organi sensoriali che rilevano gli odori, ossia le sostanze chimiche che si spostano nell’area e che poi finiscono nel nostro naso.

L’esperimento

I ricercatori hanno svolto un esperimento su 1000 persone appartenenti all’etnia Han, l’etnia principale della Cina, e altre 364 persone di altre etnie provenienti da New York. Hanno fatto annusare ai partecipanti 10 tipi di fragranze. Tra queste fragranze c’erano anche due particolari odori che sono noti per il fatto che vengono percepiti in maniera abbastanza diversa dagli esseri umani oppure non vengono proprio percepiti. Si tratta dell’odore del muschio sintetico Galaxolide (utilizzato in diverse fragranze commerciali) e di una molecola che è collegata all’odore delle ascelle umane.

Le scoperte

I partecipanti dovevano valutare gli odori dando dei punteggi (su una scala di 100 punti). Inoltre i ricercatori esaminavano anche il profilo genetico dei loro recettori olfattivi.
I recettori scoprivano innanzitutto due recettori olfattivi umani, uno che rileva il Galaxolide e l’altro che rileva la sostanza chimica 3M2H, una delle tante che sono relative all’odore corporeo umano.
I risultati suggerivano che diverse mutazioni genetiche relative a questi due recettori influenzavano il risultato di persona in persona. Alcuni soggetti percepivano l’odore di queste due sostanze più intensamente, altre di meno.

Soggetti con versioni “ancestrali” dei recettori

I ricercatori hanno inoltre fatto di confronti in relazione all’età evolutiva di queste mutazioni nonché di altre 27 mutazioni collegate agli odori.
Alla fine, come spiegano gli stessi ricercatori, scoprivano che i soggetti con le versioni più “ancestrali” di questi recettori valutavano gli odori più intensamente.
Si tratta di risultati che, dunque, sembrano supportare la teoria relativa alla lenta perdita o comunque alla forte diminuzione dell’olfatto nella linea evolutiva umana. Come scrivono i ricercatori, probabilmente un po’ tutto il repertorio dei geni olfattivi umani, e forse di primati, sembra degenerare nel corso del tempo.

Umani hanno meno geni olfattivi di altri mammiferi

A supportare la teoria della perdita del fatto da parte degli esseri umani c’è anche il fatto che gli umani e i primati possono contare su un numero di geni olfattivi molto più basso rispetto a diversi altri mammiferi, come, giusto per fare un esempio, i topi. Inoltre, come spiega l’articolo di ScienceAlert, all’incirca la metà di tutti i geni olfattivi umani praticamente non ha più una funzione.

Note e approfondimenti

  1. From musk to body odor: Decoding olfaction through genetic variation (DOI: 10.1371/journal.pgen.1009564)

Articoli correlati


Tag

Condividi questo articolo

Disclaimer medico

Notizie scientifiche.it è un blog, non un sito di consigli medici. Leggi anche il nostro disclaimer medico.

Data articolo