Umani superiori agli altri primati per differenze chimiche nel cervello

Gli esseri umani sono superiori alle altre specie di primati tuttavia le cause che hanno scatenato, nel percorso evoluzionistico, questa superiorità, per certi versi schiacciante, sono ancora oscure. Quasi tutti i biologi e gli evoluzionisti sono concordi nell’affermare che non è solo la dimensione del cervello a rappresentare il vantaggio determinante che ha permesso agli esseri umani di essere la specie dominante non solo fra i primati ma dell’intero pianeta. Deve esserci, dunque, dell’altro.

Secondo una nuova ricerca, apparsa su Proceedings of the National Academy of Sciences, a fare davvero la differenza sarebbero alcune differenze chimiche tra il cervello degli umani e delle altre specie di primati.
Secondo questa nuova ricerca, gli umani e le grandi scimmie avevano livelli più elevati di neuropeptide Y e di serotonina nei gangli basali del cervello rispetto alle altre specie di primati. Inoltre gli stessi umani potevano vantare una maggiore livello di dopamina rispetto alle altre scimmie e un livello minore di acetilcolina rispetto, in particolare, a scimpanzé e gorilla.

Sono proprio queste differenze, per certi versi minimali, che hanno portato i nostri antenati ad essere più sociali, una caratteristica che ha poi innescato i cambiamenti evolutivi che tutti conosciamo come lo sviluppo del linguaggio e varie altre abilità.
Questo dimostrerebbe, inoltre, che le reazioni e i prodotti chimici nel cervello svolgono ruoli fondamentali nella socializzazione.
Per arrivare a questa conclusione, gli scienziati hanno studiato i processi chimici del cervello di sei specie: umani, babbuini, macachi, scimmie cappuccine, scimpanzé e gorilla.

Fonti e approfondimenti



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