Un batterio sconosciuto crea nanoparticelle d’argento, efficaci anche contro Pseudomonas

Credito: kurhan, Shutterstock, ID: 119504830

Pubblicato su Biomolecules[1], uno studio ha messo a punto nuove nanoparticelle d’argento ottenute da colture di un batterio del genere Lysinibacillus, rivelatesi particolarmente efficaci contro diversi batteri, inclusi ceppi resistenti agli antibiotici.

Una nuova speranza contro i batteri resistenti

L’antibiotico-resistenza è uno dei problemi più gravi della medicina moderna, e il numero di morti previsto entro il 2050 per infezioni resistenti è allarmante. In questo contesto, la ricerca punta su materiali alternativi e innovativi, come le nanoparticelle metalliche. Tra tutte, quelle a base di argento stanno emergendo come le più promettenti grazie alla loro efficacia contro batteri, funghi e virus.

Un batterio ancora ignoto produce nanoparticelle

Il team ha utilizzato un ceppo batterico del genere Lysinibacillus, prelevato dal fiume Tinto in Spagna. Dopo averne studiato il DNA, gli scienziati hanno scoperto che si tratta di una specie non ancora descritta scientificamente. Dai suoi brodi di coltura, raccolti in diverse fasi di crescita e con o senza cloruro di sodio, sono stati prodotti quattro tipi distinti di nanoparticelle d’argento.

Nanoparticelle piccole, stabili e potenti

Tutte le nanoparticelle ottenute avevano forma quasi sferica e dimensioni comprese tra 7,5 e 14,7 nanometri. Alcune contenevano cristalli di argento metallico puro, altre anche tracce di AgCl. La loro corona organica era composta da zuccheri, proteine e composti alifatici in proporzioni variabili. Notevole anche la stabilità: la maggior parte di queste nanoparticelle ha mantenuto intatte le sue proprietà per ben due anni a 4 °C.

Un’attività antibatterica impressionante

I test hanno dimostrato che queste nanoparticelle sono capaci di bloccare la crescita di sei batteri, inclusi patogeni difficili come Pseudomonas aeruginosa. Le concentrazioni minime inibenti (MIC) erano molto basse, comprese tra 0,3 e 9 µg/mL. In particolare, i batteri Gram-negativi si sono mostrati più sensibili, con Pseudomonas che ha risposto in maniera straordinaria.

Effetto sinergico con numerosi antibiotici

I ricercatori hanno poi testato le nanoparticelle in combinazione con 15 antibiotici classici. In molti casi si è osservato un effetto sinergico: l’azione combinata risultava più efficace rispetto ai singoli agenti. Particolarmente interessante è il caso di S. epidermidis, resistente alla streptomicina, che è stato invece bloccato dalla combinazione nanoparticella-antibiotico. Lo stesso è avvenuto con S. aureus e colistina.

Il ruolo delle specie reattive dell’ossigeno

Per comprendere meglio come agiscano queste nanoparticelle, i ricercatori hanno valutato la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) in due batteri modello. I risultati suggeriscono che l’efficacia delle AgNP varia a seconda del tipo, e che in alcuni casi l’effetto letale dipende dalla generazione di ROS, in altri da meccanismi differenti.

Un potenziale terapeutico da non ignorare

La possibilità di combinare queste nanoparticelle con antibiotici comuni, potenziandone l’effetto o aggirando la resistenza, apre scenari terapeutici di grande interesse. Non solo: grazie alla loro capacità di inibire la formazione di biofilm, potrebbero avere un impatto importante anche nelle infezioni croniche e persistenti.

Standard urgenti per studi futuri

Uno dei punti deboli del settore è la mancanza di standard unificati per valutare la sinergia antibatterica. Lo studio sottolinea l’importanza di usare metodi quantitativi, come il test a scacchiera (chequerboard), per confrontare i dati e rendere i risultati riproducibili e comparabili su scala globale.

Conclusioni

La ricerca mette in luce come una fonte batterica non convenzionale possa essere usata per produrre nanoparticelle d’argento stabili, attive contro una vasta gamma di batteri, incluse le forme resistenti. L’efficacia aumentata in presenza di antibiotici rappresenta un vantaggio enorme e pone queste particelle tra le candidate più promettenti per combattere l’antibiotico-resistenza in ambito clinico.

Approfondimenti

  1. Silver Nanoparticles (AgNPs) from Lysinibacillus sp. Culture Broths: Antibacterial Activity, Mechanism Insights, and Synergy with Classical Antibiotics
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