Un ricoverato con COVID 19 su 4 può sperimentare delirio secondo studio

Credito: mohamed_hassan, Pixabay, 4931227

Le persone ammalatesi di patologie provocate dai coronavirus possono soffrire anche di problemi psichiatrici sia durante la malattia e il ricovero sia dopo la guarigione: lo suggerisce un nuovo studio reso pubblico su The Lancet Psychiatry.

Lo studio si basa su un’analisi di 65 ricerche precedentemente pubblicate e revisionate tra pari a cui vanno aggiunti altri sette studi pubblicati solo in prestampa per un totale di 3500 persone.
L’analisi è stata condotta da ricercatori dell’Istituto di salute mentale dell’UCL che hanno collaborato con altri ricercatori del King College di Londra.
Gli studi erano relativi a persone ricoverate in ospedale affette da malattie provocate da recenti coronavirus: la SARS, la MERS e la COVID-19.

Secondo i risultati ottenuti da ricercatori, una persona su quattro tra quelle ricoverate in ospedale con COVID-19 può sperimentare delirio nel corso della malattia, uno stato che può rendere più alto il rischio di morte e in generale prolungare il tempo stesso del ricovero.
Per quanto riguarda eventuali disturbi mentali a seguito della guarigione dalla COVID-19, i risultati non sono noti perché, sostanzialmente, i dati sono ancora pochi.
Effetti quali il disturbo post-traumatico da stress (PTSD), l’affaticamento cronico, l’ansia e la depressione sono quindi basati sugli studi su SARS e MERS. Non si può dunque affermare che la COVID-19 provoca disturbi di tipo mentale dopo la guarigione.

Per quanto riguarda SARS o MERS, una persona su tre ricoverata in ospedale continua a sviluppare PTSD con un tempo medio di quasi tre anni di follow-up. Inoltre circa 15% delle persone ricoverate con SARS e MERS mostravano depressione e ansia per circa un anno o più dopo la malattia.
Infine più del 15% mostrava affaticamento cronico, disturbi del sonno, sbalzi d’umore e concentrazione e memoria ridotta.

“La maggior parte delle persone con COVID-19 non svilupperà alcun problema di salute mentale, anche tra quelli con casi gravi che richiedono il ricovero, ma dato l’enorme numero di persone che si ammalano, l’impatto globale sulla salute mentale potrebbe essere considerevole”, spiega Jonathan Rogers, uno degli autori dello studio.

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