Un solo nuovo caso “domestico” di COVID-19 nell’area di Wuhan in Cina oggi

La Cina dichiara quello che fino a poche settimane fa sarebbe sembrato impossibile: un solo nuovo caso di coronavirus SARS-CoV-2 “domestico” (un’altra dozzina sono a “importati”, ossia relativi a persone provenienti dall’estero) nell’area di Wuhan. E questo per il secondo giorno consecutivo.
Anche i casi nelle altre aree della provincia di Hubei non superano le 10 unità per ogni giorno negli ultimi sette giorni, un calo notevole rispetto ai migliaia di casi al giorno segnalati solo all’inizio di febbraio.

In un certo senso ciò infonde fiducia anche a nazioni quali l’Italia che stanno proprio in questi giorni raggiungendo il massimo del numero di contagiati giornalieri (almeno si spera).
L’intera area di Wuhan, con i sui 11 milioni di abitanti e oltre, fu messa in quarantena 26 gennaio così come il resto della provincia di Hubei nei giorni successivi.
Le severe restrizioni, che hanno visto gli abitanti dell’area sostanzialmente stare chiusi in casa, hanno prodotto notevoli risultati e hanno frenato la diffusione del virus.

Ora la preoccupazione del governo cinese riguarda i casi “importati”, ossia quei casi relativi a persone che provengono dall’estero e che sono rimaste infettate in altri paesi. Già diverse province e città cinesi hanno imposto una quarantena obbligatoria per chiunque arrivi dall’estero, tra cui anche Pechino. Chiunque si rechi nella capitale cinese, per esempio, dovrà passare un periodo di quarantena di 14 giorni in uno degli hotel designati dalle autorità.

Per quanto riguarda i morti, il bilancio totale riferito dalle autorità cinesi è di 3237 deceduti per COVID-19 in tutta la nazione da quando si è diffuso il virus, un limite che molto probabilmente l’Italia supererà a breve diventando il paese in cui questa malattia respiratoria ha avuto le conseguenze più gravi.

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook