Una nuotata in mare altera microbioma cutaneo per diverse ore

Un semplice bagno o una nuotata nel mare di pochi minuti è sufficiente per alterare temporaneamente ma in maniera abbastanza evidente il microbioma cutaneo secondo un’interessante ricerca presentata all’incontro annuale dell’American Society for Microbiology.

Secondo Marisa Chattman Nielsen, studentessa presso l’Università della California, Irvine, autrice principale dello studio, l’esposizione all’acqua oceanica può alterare la diversità e la composizione del microbioma cutaneo umano, sebbene quest’ultimo poi sembri ritornare alla condizione iniziale dopo diverse ore.

L’esperimento si è svolto su nove partecipanti che hanno effettuato una nuotata di 10 minuti monitorata dalla stessa ricercatrice che ha tenuto conto di vari fattori.
La spiaggia rispondeva ai criteri riguardanti la possibilità di poter non usare una protezione solare mentre i partecipanti avevano una storia di nuotate in mare sporadica. Gli stessi partecipanti non si erano inoltre immersi in acqua di mare durante le12 ore precedenti l’esperimento e non avevano assunto antibiotici nei sei mesi precedenti.

La ricercatrice e i suoi colleghi hanno seguito un tampone sulla parte posteriore del polpaccio dei partecipanti all’esperimento prima che entrassero in acqua e dopo che ne erano usciti e si erano asciugati completamente al sole. Ulteriori tamponi erano stati poi effettuati dopo sei ore e dopo 24 ore dalla nuotata.

Prima della nuotata, i partecipanti mostravano comunità microbiche sulla propria pelle diverse l’una dall’altra ma dopo la nuotata avevano tutti comunità simili, del tutto diverse dalle comunità precedenti.
Sei ore dopo l’entrata in acqua, i microbiomi della pelle sembravano tornare alla composizione pre-nuotata. 24 ore dopo la nuotata la composizione era quasi simile a quella prima della nuotata.

Risultati interessanti vedevano la presenza di batteri del genere Vibrio sulla pelle dei partecipanti non solo dopo che si erano asciugati ma anche sei ore dopo la nuotata (24 ore dopo erano presenti solo su un individuo).

È una dimostrazione del fatto che eventuali specie di vibrioni patogeni potrebbero potenzialmente persistere sulla pelle anche diverse ore dopo il nuoto, cosa che aumenta di fatto la vulnerabilità del corpo umano alle infezioni per quanto riguarda il contatto con l’acqua marina.

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