Unità di misura già usate nel commercio 3000 anni fa nell’Europa nordoccidentale

Pezzo di bronzo rettangolare di circa 4,8 cm di lunghezza ritrovato nel Devon, Inghilterra (British Museum)

Uno studio archeologico mostra che l’utilizzo di pesi e bilance per misurare il valore della merce e in generale dei materiali era già diffuso nel secondo millennio e all’inizio del primo millennio a.C nell’Europa nordoccidentale.

Lorenz Rahmstorf, ricercatore dell’Università di Gottinga, ha pubblicato un lavoro sulla rivista Antiquity a seguito delle analisi che ha eseguito insieme al suo team di vari oggetti della media e della tarda età del bronzo rinvenuti in varie isole britanniche e nella Francia settentrionale.

Il ricercatore ha infatti scoperto che questi oggetti erano basati sulle stesse unità di peso. Ciò indica che lungo le rotte commerciali europee erano già in uso pesi e misure standard per facilitare lo stesso commercio e lo scambio.

Ciò contrasta con la credenza comune secondo cui il commercio, durante l’età del bronzo, nell’Europa nordoccidentale fosse sostanzialmente basato sullo scambio e sul baratto semplice.
L’esistenza di una vera e propria unità di misura, precisa come quella individuata dal ricercatore, permetteva invece alle persone di confrontare rapporti esatti del valore stesso dei materiali scambiati, usando questi ultimi come se fossero precise somme di denaro.

Ciò permetteva inoltre ai commercianti di eseguire calcoli ben più complessi, ad esempio di calcolare i profitti, di creare valute e di sfruttare eventuali surplus di produzione.
Inoltre le unità di peso identificate dal ricercatore sono compatibili e per certi tratti identiche a quelle dominanti nel Mediterraneo orientale in quel periodo: ciò indica che la stessa conoscenza dei pesi e delle misure standard era molto più diffusa di quanto pensato in precedenza e non era solo circoscritta alle culture avanzate del Mediterraneo orientale e dell’Asia occidentale, come quelle di Grecia, Egitto o Mesopotamia.

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