Urina degli astronauti nel calcestruzzo per costruire basi lunari

Immagine al microscopio di regolite lunare simulata (credito: Doi: 10.1016/j.jclepro.2019.119177 - Journal of Cleaner Production)

Urina degli astronauti utilizzabile come “plastificante” nel calcestruzzo con il quale costruire eventuali strutture sulla Luna: è quanto propone un team di ricercatori europei che intendono dunque facilitare la costruzione di basi lunari o marziane, qualcosa che dovrebbe avvenire in maniera massiccia nei prossimi decenni.
È importante, per quanto riguarda la costruzione di eventuali basi o strutture sulla Luna o su Marte, utilizzare le materie prime presenti su queste superfici. Il discorso è sempre lo stesso: trasportare materiale dalla Terra fino alla superficie della luna o di Marte costa tantissimo ed è importante evitare di trasportare carichi troppo onerosi.

Oltre a poter utilizzare materie prime che si possono trovare sulla Luna o su Marte, il team di ricercatori, in collaborazione con ricercatori dell’Agenzia Spaziale Europea, ha pensato dunque di utilizzare anche qualcosa che viene prodotta dagli stessi astronauti come l’urina.
L’urina, secondo i ricercatori, può essere infatti utilizzate come plastificante nel calcestruzzo per ammorbidire quest’ultimo e renderlo più flessibile onde avvantaggiare la costruzione prima dell’indurimento.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Cleaner Production, si concentra in particolare sulle eventuali strutture che possono essere costruire dagli astronauti sulla Luna.
Il progetto prevede di utilizzare le polveri presenti sul nostro satellite naturale, sostanzialmente la regolite, e l’acqua del ghiaccio che, come è stato accertato da diversi satelliti, è presente in molte aree.

Oltre a queste due componenti, i ricercatori hanno pensato che l’urina del personale stesso che occuperà le basi lunari possa rivelarsi molto utile in quanto contiene due elementi fondamentali: l’acqua e l’urea. Quest’ultima in particolare può rompere i legami dell’idrogeno e ridurre la viscosità delle stesse miscele acquose, quale ad esempio il calcestruzzo, come spiega Ramón Pamies, professore al Politecnico di Cartagena ed uno degli autori dello studio.
I ricercatori hanno già condotto qualche esperimento e si sono accorti che i campioni di calcestruzzo miscelati con l’urea sembrano poter sopportare carichi più pesanti e sembrano essere più stabili.

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