Utenti di E-cig sviluppano alcune delle stesse modifiche molecolari correlate al cancro dei fumatori di sigarette secondo ricerca

Una ricerca pubblicata sull’International Journal of Molecular Sciences mostrerebbe che chi fuma sigarette elettroniche è soggetto allo sviluppo delle medesime modifiche molecolari che sono correlate al cancro nel tessuto orale, così come avviene per i fumatori delle normali sigarette. Si tratta di un altro studio che aggiunge ulteriori preoccupazioni per quanto riguarda i fumatori di sigarette elettroniche.

Non si tratta, così come descritto nell’articolo di presentazione dello studio sul sito della University of Southern California (primo link qui sotto), di modifiche molecolari correlate ad uno stato che possa già essere descritto come condizione cancerogena o anche di pre-cancro, ma piuttosto un precoce avvertimento di un processo che, se non controllato, potrebbe potenzialmente portare al cancro.
Nello specifico, sia fumatori di sigarette che “svapatori” hanno mostrato, durante la ricerca, un’espressione anormale in numero consistente di geni legati allo sviluppo del cancro.

La stessa ricerca mostra però un fatto positivo: svapare resta quasi due volte più efficace di altre terapie sostitutive, quasi tutte legate alla somministrazione di nicotina, per smettere di fumare.
Secondo Ahmad Besaratinia, professore associato presso la Keck School of Medicine di USC e autore senior dello studio, “I dati esistenti mostrano che i vapori elettronici non sono semplicemente ‘vapore acqueo’ come credono alcune persone. Sebbene le concentrazioni della maggior parte dei composti cancerogeni nei prodotti e-cig siano molto inferiori a quelle del fumo di sigaretta, non esiste un livello sicuro di esposizione agli agenti cancerogeni”.

Fonti e approfondimenti

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