Vacche con occhi dipinti sul sedere meno predate da leoni

Occhi dipinti sulla parte posteriore del corpo di una vacca (credito: doi: 10.1038/s42003-020-01156-0 | Communications Biology)

Il bestiame con due occhi dipinti sul retro del corpo è caratterizzato da una probabilità più bassa di essere predato dai carnivori i selvatici, secondo un nuovo studio presentato dagli stessi autori su The Conversation. Per “carnivori selvatici” nel contesto dello studio si intendono soprattutto i leoni ma anche altri animali tipici della savana come leopardi o iene.

I ricercatori hanno infatti analizzato una particolare tecnica che gli allevatori di bovini del nordovest del Botswana utilizzano per contrastare la predazione dei capi da parte dei gruppi di leoni locali, nonché iene, tigri e leopardi.
In molti casi, come hanno verificato con i loro occhi gli stessi ricercatori, questi predatori abbandonano il proposito di cacciare se si trovano di fronte i due occhi dipinti. Ed in effetti con questa tecnica gli allevatori locali hanno ridotto di molto le perdite di capi di bestiame, soprattutto nella regione del delta dell’Okavango.

Gli stessi allevatori si limitano a tenere il bestiame in un recinto abbastanza semplice, perfettamente superabile da animali quali leoni, leopardi e iene maculate.
I ricercatori scoprivano che si abbassavano le probabilità di predazione soprattutto da parte dei leoni nel caso di bovini con occhi dipinti sul retro, una tecnica molto semplice e super economica che potrebbe essere seriamente presa in considerazione anche da tanti altri allevatori in altre regioni della terra sottoposti allo stesso problema. Lo studio è stato pubblicato su Communications Biology.

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