Vapore acqueo scoperto nell’atmosfera del pianeta K2-18b distante 110 anni luce

Rappresentazione artistica di K2-18b (in primo piano) nel suo sistema stellare (credito: ESA/Hubble, M. Kornmesser)

Un pianeta che orbita intorno alla sua stella dentro la fascia abitabile e che presenta vapore acqueo nell’atmosfera è stato analizzato da due team di astronomi, un team del Center for Space Exochemistry Data dell’University College di Londra che ha utilizzato i dati del telescopio spaziale Hubble raccolti dal 2016 al 2017, ed un altro team guidato da Björn Benneke dell’Institute for Research on Exoplanets presso l’Université de Montréal.

Si tratta di una superterra: le sue dimensioni, la massa e conseguentemente la gravità sono più grandi di quelle terrestri (la massa di almeno otto volte).
Tuttavia c’è la probabilità, come fanno notare gli stessi astronomi, che le radiazioni che riceve dalla sua stella possano risultare ostili per la vita.

K2-18b, orbitante intorno ad una nana rossa situata a circa 110 anni luce di distanza da noi, ha catturato fin dalla sua scoperta l’interesse di scienziati ed astronomi.
Il perché è presto detto: si tratta di un pianeta situato nella fascia abitabile della sua stella. Ora che i ricercatori hanno scoperto firme chimiche del vapore acqueo nell’atmosfera di questo pianeta l’interesse aumenta esponenzialmente.

Il vapore acqua nell’atmosfera può infatti significare che il pianeta potrebbe potenzialmente presentare distese di acqua liquida sulla propria superficie, formate anche dalla pioggia, cosa che, unita al fatto che si trova nella zona abitabile, ne fa un candidato di spicco per le prime analisi che saranno effettuate con il prossimo telescopio spaziale James Webb.

Queste informazioni, infatti, suggeriscono che su questo pianeta potrebbe esistere un ciclo dell’acqua simile a quello terrestre, un ciclo che consente all’acqua stessa di condensarsi, di formare nuvole e di far cadere pioggia di acqua liquida.

K2-18b è l’unico pianeta, naturalmente tra quelli scoperti fino ad ora, a presentare acqua nell’atmosfera e temperature che possono permettere all’acqua di esistere in forma liquida sulla superficie.
Era stato scoperto grazie ai dati del telescopio spaziale Keplero della NASA nel 2015. Gli stessi dati suggeriscono che potrebbero essere presenti in atmosfera anche elio ed idrogeno.

Il pianeta dovrebbe ricevere più o meno la stessa quantità totale di energia dalla sua stella di quella che la Terra riceve dal Sole (la stella è una piccola nana rossa ma il pianeta è più vicino).

Ad oggi sono centinaia le “superterre” individuate grazie ai due telescopi spaziali della NASA, Keplero e TESS, ed altre centinaia saranno probabilmente scoperte nei prossimi anni anche con l’aiuto del telescopio spaziale James Webb che potrebbe essere utilizzato in particolare per analizzare le atmosfere degli esopianeti.

L’atmosfera di questo pianeta è stata oggetto di due studi distinti, uno di un team dell’University College di Londra pubblicato su Nature Astronomy, un altro di un team dell’Institute for Research on Exoplanets dell’Università di Montreal pubblicato sull’Astronomical Journal.

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