Varata con successo la nuova Internet cinese basata su satelliti e raggi laser

Rappresentazione artistica dei primi due satelliti della rete che comunicano tramite laser (credito: CASIC)

Secondo quanto riferisce un articolo di Global Times, quotidiano cinese collegato direttamente al Partito Comunista, il progetto della Internet delle Cose basate su laser e su satelliti in orbita intorno alla Terra ha superato la prima importante prova del collegamento tra i primi due satelliti lanciati nello spazio.
Il progetto Xingyun-2, infatti, prevede l’utilizzo dei satelliti in orbita intorno alla Terra per instaurare una rete di comunicazione laser. Questa rete di comunicazione, del tutto indipendente, anche dalla stessa Internet, consentirebbe di trasmettere varie tipologie di informazioni tra cui anche immagini, audio e segnali, il tutto nello spazio e ad alta velocità.

Si tratta di una rete che, secondo gli stessi tecnici che la stanno realizzando, è caratterizzata da una forte capacità di resistenza a qualsiasi interferenza. “Avendo costruito con successo il collegamento di comunicazione tra i due satelliti, tutti i principali test tecnologici per il veicolo spaziale sono stati completamente condotti”, riferisce uno degli sviluppatori del progetto al Global Times.
I due primi satelliti dal della rete, denominati Xingyun-2 01 e 02, furono lanciati il 12 maggio scorso tramite un razzo commerciale della famiglia Kuaizhou sviluppata dal Gruppo Sanjiang di Wuhan.

Con una rete di comunicazione che si regge interamente su satelliti, la stessa Cina, secondo quanto riferisce il comunicato, potrà ridurre la dipendenza dalle stazioni di terra e quindi dalla stessa Internet, cosa utilissima in ambito militare.
Inoltre una rete spaziale permette di coprire aree più grandi rispetto ad una struttura di terra la cui costruzione andrebbe incontro ad evidenti difficoltà legate a confini non valicabili.

I satelliti pesano solo 6,5 kg, consumano solo 80 W e sono tra i satelliti artificiali più piccoli mai costruiti in Cina. Si prevede una prima fase con 80 satelliti in orbita bassa per il completamento della rete.
Oltre che per evidenti motivi militari, una rete satellitare per la comunicazione come questa potrebbe essere utilizzata anche in ambito più “pacifico”, come quello scientifico e quello del monitoraggio ambientale. Potrebbe inoltre rivelarsi utile per le previsioni metereologiche e per le comunicazioni relative al trasporto marittimo.

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