Venere ha mai avuto degli oceani? Nuova teoria degli scienziati

Venere ha mai avuto degli oceani? Non è mai stato facile rispondere a questa domanda anche perché le informazioni che abbiamo riguardo alla superficie e ad altre caratteristiche di questo pianeta non sono poi moltissime considerando che lanciare una missione che preveda l’atterraggio sul pianeta di un rover, così come è stato fatto per Marte, non è una cosa proprio agevole per Venere.
Possiamo però fare dei modelli, sfruttando anche gli avanzamenti nel settore informatico che abbiamo conseguito negli ultimi anni. Ed è quello che hanno fatto alcuni ricercatori del CNRS e dell’Università di Versailles-Saint Quentin-en-Yvelines (UVSQ).

Lo scenario alternativo del nuovo studio

Uno studio in passato, realizzato da ricercatori provenienti da istituti americani, aveva fatto pensare che la presenza di oceani nel passato venusiano era possibile. Tuttavia il nuovo modello climatico realizzato dai ricercatori di due istituti francesi propone uno scenario alternativo.
Secondo il nuovo modello, 4,5 miliardi di anni fa il giovanissimo Venere era perlopiù ricoperto di magma. Affinché esistessero oceani a queste condizioni, la temperatura dell’atmosfera avrebbe dovuto abbassarsi fino ad un livello tale da permettere la condensazione dell’acqua e lo sviluppo di precipitazioni sotto forma di pioggia.

La temperatura su Venere era troppo alta

Queste piogge sarebbero dovute cadere per migliaia di anni, una cosa che tra l’altro è avvenuta anche sulla Terra. Secondo i ricercatori non è possibile che il giovane Venere abbia potuto essere caratterizzato da temperature così basse, anche considerando che in quel periodo la radiazione solare verso i pianeti era il 30% più debole di quella attuale.
Un abbassamento della temperatura sufficiente a favorire il fenomeno di cui sopra e dunque la formazione degli oceani sarebbe stato possibile solo con la presenza massiccia di nuvole che avrebbero schermato le stesse radiazioni solari.

Nuvole si formavano solo sul lato notturno

Il modello sviluppato dai ricercatori, tuttavia, mostra che le nuvole si sarebbero formate solo sul lato notturno di Venere e non su quello diurno. Da quel lato le nuvole non servivano a schermare le radiazioni solari, anzi, secondo i ricercatori contribuirono a mantenere alte le stesse temperature superficiali del pianeta e ad aumentare l’effetto serra. Non ci furono piogge e quindi gli oceani non poterono formarsi.
Questa teoria potrebbe essere confermata dai dati che in futuro le nuove missioni verso Venere raccoglieranno.

Note e approfondimenti

  1. Day–night cloud asymmetry prevents early oceans on Venus but not on Earth | Nature (IA) (DOI: 10.1038/s41586-021-03873-w)

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