Verme parassita di 4 cm trovato in tonsilla di donna dopo piatto di sashimi

Il verme parassita Pseudoterranova azarasi estratto dalla gola della donna (credito: Doi: 10.4269/ajtmh.20-0175 | The American Journal of Tropical Medicine and Hygiene)

Un verme parassita da 3,8 cm è stato trovato nella tonsille di una donna dopo che quest’ultima mangiato del sashimi, un piatto di origine giapponese che prevede l’ingerimento di pesce e molluschi crudi.
È quanto racconta Science Alert in relazione a quanto accaduto ad una donna di 25 anni in Giappone che, ben cinque giorni dopo aver mangiato del sashimi, si è dovuta recare ad un ospedale di Tokio per irritazione, forte formicolio e dolore alla gola.

I medici, dopo aver fatto varie tipologie di analisi, si sono accorti che qualcosa di nero e di contorto appariva sulla tonsilla sinistra. In breve tempo gli stessi medici hanno estratto un lungo verme nero, da 38 mm di lunghezza e da un millimetro di larghezza, che tra l’altro era in corso di mutazione (espelleva la cuticola esterna, una sorta di esoscheletro flessibile).

Secondo i ricercatori, si trattava di una larva al quarto stadio di Pseudoterranova azarasi , un verme nematode che parassita vari animali acquatici, in special modo mammiferi marini (ad esempio trichechi, foche e leoni marini). È solito comunque parassitare anche crostacei e, come corpi ospitanti intermedi, anche i pesci.
Quella alla gola resta comunque un’infezione rara in quanto di solito questi verbi parassiti finiscono nello stomaco.

Questa infezione è inoltre diversa dalla anisakiasi, un’altra infezione prodotta da un verme simile che appartiene alla stessa famiglia (Anisakidae). In quest’ultimo caso, la larve dei nematodi tendono ad attaccarsi al rivestimento dello stomaco e dell’intestino rendendola stessa infezione e i relativi sintomi più gravi. Paradossalmente l’infezione alla gola può considerarsi un caso fortunato in quanto non c’è bisogno di particolari interventi chirurgici per estrarre il verme.
Il caso è stato descritto in uno studio apparso sull’American Journal of Tropical Medicine and Hygiene.

Vermi parassiti Pseudoterranova

Pseudoterranova è un genere di vermi nematodi parassiti che fanno parte della famiglia degli Anisakidae. Questa famiglia è nota perché a suo interno c’è anche il genere più noto degli Anisakis, vermi che procurano l’anisakiasi.
I Pseudoterranova sono soliti parassitare, e dunque vivere all’interno del corpo, vari mammiferi marini, tra cui mammiferi pinnipedi, in particolare trichechi, foche e leoni marini.

Questi ultimi sono corpi ospitanti “definitivi”, nel senso che sono l’habitat “finale” a cui tutti i Pseudoterranova ambiscono in termini di parassitaggio.
Si accontentano, però, di parassitare anche crostacei e pesci che vengono invece considerati come corpi ospitanti “intermedi”. Una volta che i mammiferi marini mangiano i corpi ospitanti “intermedi” saranno poi infettati dai vermi nematodi in essi contenuti.

Più che una preoccupazione per gli esseri umani, i vermi del genere Pseudoterranova preoccupano più che altro per quanto riguarda la salute dei pesci: quando questi ultimi rimangono infettati da questo verme, possono avere notevoli problemi di salute e sintomi quali l’incapacità di nuotare, cosa che è grossa fonte di preoccupazione in particolare per quelle specie che vengono allevate in acquacoltura.

I vermi del genere Pseudoterranova possono infettare anche gli esseri umani quando questi ultimi si nutrono di crostacei e soprattutto di pesci infetti e quando l’alimento non viene cotto abbastanza o addirittura mangiato crudo (è il caso di vari piatti tradizionali giapponesi come il sashimi).
Oltre alla specie Pseudoterranova azarasi, sono stati segnalati anche casi di infezione umana da Pseudoterranova decipiens e da Pseudoterranova cattani.

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