Vermi e pulci d’acqua per depurare le acque

Lombrichi possono essere usati per depurare le acque (credito: Wisconsin Department of Natural Resources)

Il problema dell’accesso all’acqua, sia per servizi igienico-sanitari sia per quanto riguarda l’acqua potabile, riguarda varie centinaia di milioni di persone in tutto il mondo ed è considerato, da varie organizzazioni, come la più grave e pressante problematica di oggi e del futuro.
Fornire acqua potabile richiede infatti strutture molto costose, quali quelle, per esempio, per trattare i liquami e depurare le acque. Questo vale soprattutto per le località remote.

Un gruppo di ricercatori, che sta lavorando ad un progetto denominato INNOQUA, ritiene che sia possibile utilizzare degli animali per depurare le acque, animali che fungerebbero da veri e propri biofiltri.
In particolare i ricercatori stanno pensando di realizzare lombrichi e Daphnia, minuscoli crostacei conosciuti anche come pulci d’acqua.

Questi esseri viventi, infatti, sono soliti divorare fango e altri inquinanti presenti nell’acqua, come ad esempio l’ammonio. Una volta inseriti nell’acqua, praticamente non necessiterebbero di alcuna manutenzione, come specifica Eoghan Clifford, ingegnere civile presso la National University of Ireland, a Galway, e direttore tecnico del progetto INNOQUA: “I vermi rompono il fango e la materia solida, il che impedisce al sistema di intasarsi. Ciò significa che c’è bisogno di una manutenzione di molto inferiore rispetto ad altri tipi di sistemi: questo è importante per i sistemi su piccola scala in località remote.”

Durante i primi esperimenti i ricercatori si sono accorti che i lombrichi riuscivano a rimuovere oltre il 90% dell’ammonio e oltre il 95% del carbonio organico dalle acque reflue, un livello comunque ancora non sufficiente per gli standard, molto alti, per quanto riguarda l’utilizzo umano, anche perché molti dei batteri pericolosi comunque restavano nell’acqua.

È proprio a questo punto che i ricercatori hanno fatto entrare in gioco le pulci d’acqua, minuscoli animali che si cibano della materia sospesa nell’acqua, compresi i batteri dannosi.
Come spiega Narcís Pous Rodríguez dell’Università di Girona, “I Daphnia sono incaricati di pulire le particelle dopo che gran parte del carbonio e dell’azoto sono stati rimossi. Il nostro sistema può attualmente far fronte a una gamma di flusso da 700 a 3.000 litri al giorno”.

Fonti e approfondimenti

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