Vestiti buttati via trasformati in aerogel utile per controllare emorragie

I vestiti, gli indumenti e in generale i tessuti, molto spesso a base di cotone, rappresentano una buona percentuale dei rifiuti che produciamo quotidianamente. Un gruppo di scienziati della Facoltà di Ingegneria dell’Università Nazionale di Singapore (NUS) ha ideato un metodo per compattare i tessuti a base di cotone con un particolare procedimento per trasformarli in un idrogel che può essere riutilizzato per vari scopi, dall’isolamento termico fino al controllo del sanguinamento.

L’aerogel è una miscela fatta di solidi e gas che va a costituire un materiale altamente poroso (tanto che al 99,98% è fatto da pori). Fu creato per la prima volta nel 1931 da Steven Kistler.
Il team di ricerca della NUS ha scoperto che il cotone può essere in maniera relativamente facile compresso e che, una volta trasformato in aerogel e immerso nell’acqua può riacquistare fino a 97% delle dimensioni originali.

Secondo Hai Minh Duong, che ha effettuato la scoperta insieme a Nhan Phan-Thien, la ricerca che ha portato a questo nuovo aerogel era partita inizialmente da dell’utilizzo degli scarti di carta. Una volta passati al cotone, ci si è accorti che questo materiale è altamente comprimibile e ciò favorisce i costi di stoccaggio di trasporto.
Inoltre il procedimento per la compressione e la trasformazione in aerogel porta via pochissimo tempo (circa otto ore) e il materiale risultante si rivela più forte tanto che può essere utilizzato anche per l’isolamento termico o per controllare in maniera efficace le emorragie.

Attualmente per controllare le emorragie si utilizzano piccole capsule di spugna a base di cellulosa che si iniettano nella ferita stessa tramite una siringa. Secondo i ricercatori della NUS utilizzare palline di aerogel a base di cotone si rivelerebbe una soluzione più efficace.

Fonti e approfondimenti

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