Vetro intelligente che riconosce immagini senza circuiti o fonti di energia

Zongfu Yu, Ang Chen e Efram Khoram, i tre ricercatori dell'Università del Wisconsin, Madison, che stanno lavorando al vetro intelligente (credito: Sam Million-Weaver)

Vetro “intelligente” che riconosce le immagini, e che dunque potrebbe essere utilizzato per il riconoscimento facciale, senza l’utilizzo di sensori, circuiti elettrici o fonti di energia, è stato realizzato da un gruppo di ingegneri dell’Università del Wisconsin-Madison.

I ricercatori stanno “utilizzando l’ottica per condensare la normale configurazione di telecamere, sensori e reti neurali profonde in un unico pezzo di vetro sottile”, come afferma Zongfu Yu, professore di ingegneria elettrica e informatica la suddetta università ed uno degli autori dello studio pubblicato su Photonics Research.

Si tratta di quello che può essere definito come un sogno fantascientifico, così fantascientifico che si è visto raramente anche nei film: far sì che oggetti pressoché inerti possano comportarsi come circuiti elettrici senza alcun componente elettrico al loro interno, qualcosa che tra l’altro apre frontiere del tutto nuove per quanto riguarda il settore, neanche troppo battuto in verità, riguardante l’elettronica a bassissima potenza.

Una materiale del genere potrebbe permettere, tra i tanti utilizzi possibile, il riconoscimento facciale da parte dello smartphone senza che quest’ultimo debba essere attivato o debba consumare energia.
Si tratta di vetro che contiene piccole bolle e impurità posizionate in maniera strategica al suo interno.

Con questa struttura, il vetro può piegare la luce in vari modi specifici, cosa in base alla quale può differenziare e riconoscere varie immagini.
Ad esempio la luce che l’immagine di un numero proietta verso il vetro può concentrarsi su un particolare punto di quest’ultimo che corrisponde ad una singola cifra.

Questo tra l’altro significa anche che, come afferma Yu, che “la dinamica ondulatoria della propagazione della luce fornisce un nuovo modo di eseguire il calcolo neurale artificiale analogico. […] Questo cambia quasi tutto su come progettiamo la visione artificiale”.

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