Viaggio nel tempo è possibile? Le leggi della fisica, le sfide tecniche e i paradossi

Credito: Andy Beales, Unsplash, ID: h0dngiRxMeA

Il viaggio nel tempo è uno dei temi principali affrontati dalla fantascienza. Ma un giorno, dando per scontato che le nostre tecnologie evolvano sempre di più, sarà possibile viaggiare davvero nel tempo? A questa domanda cerca di rispondere Peter Watson, professore emerito di fisica alla Carleton University, in un nuovo articolo su The Conversation.

Seconda legge della termodinamica e viaggio nel tempo

Secondo lo scienziato la risposta più semplice alla domanda “il viaggio nel tempo è possibile?” è che non può essere possibile in quanto, se davvero lo fosse, ci saremmo già riusciti. Inoltre ci sono leggi della fisica che sembrano vietarlo. È il caso della seconda legge della termodinamica. Secondo questa legge, spiega Watson, l’entropia e la casualità devono aumentare sempre. Ne consegue che il tempo può andare solo in una direzione. In sostanza non si può andare nel passato in quanto non puoi dirigerti in uno stato che ha una entropia inferiore a quella dello stato di partenza. La seconda legge della termodinamica non sembra però inibire la possibilità del viaggio nel futuro.

Teoria della relatività e viaggio nel tempo

E poi c’è la teoria della relatività che non è molto accondiscendente con l’idea del viaggio nel tempo, in particolare in passato. In realtà, spiega Watson, nel contesto della teoria della relatività, una di quelle che ha incontrato più favori nel mondo della fisica, c’è stato uno scienziato, Kurt Gödel, il quale ha proposto un universo in cui il viaggio nel tempo non solo potrebbe essere possibile ma il passato e presente sono “inestricabilmente intricati”, come spiega Watson.
Sempre nel contesto della teoria della relatività, in realtà, il viaggio in futuro potrebbe essere, in un certo senso, possibile. Ad esempio, una persona che si avvicina ad un oggetto con una grandissima massa (per esempio un buco nero) può far scorrere il proprio tempo più velocemente rispetto ad una persona più lontana dall’oggetto. È il caso anche di una persona che viaggia ad una grandissima velocità, molto vicina a quella della luce. In realtà si tratta di effetti del tutto normali nel nostro universo, causati proprio dalle sue leggi, e non di veri viaggi nel tempo.

Sfide tecniche del viaggio nel tempo

E questo senza parlare delle enormi sfide tecniche, in particolare della sfida riguardante la grossa quantità di energia che ci vorrebbe per costruire una vera macchina del tempo. Al di là del quantitativo, ci sono idee, naturalmente solo concettuali, di macchine del tempo che richiedono energia negativa oppure massa negativa, cose che non sembrano neanche esistere nel nostro universo. La proposta del fisico Frank Tipler è una delle più interessanti. La sua macchina del tempo non richiede massa negativa ma ha comunque bisogno di un quantitativo di energia enorme, secondo alcuni calcoli maggiore anche di tutta quella che esiste nell’universo.

I paradossi del viaggio nel tempo

E infine c’è la questione, mai risolta e forse la più problematica, riguardante i paradossi. Qualcuno ha provato a metterci una pezza usando il concetto dei “molti mondi”: quando si viaggia nel tempo si crea, in sostanza, un altro universo che non interagisce con l’universo di partenza. I paradossi sono dunque risolti. Con i “molti mondi” si potrebbe, tornare indietro, ad esempio negli anni 30 del secolo scorso, per uccidere Hitler, senza provocare paradossi: la sua uccisione semplicemente darebbe vita ad un nuovo universo.
Stephen Hawking ha risolto il problema dei paradossi dei viaggi nel tempo con la sua “congettura di protezione della cronologia”. Secondo questa congettura esistono leggi fisiche che, sostanzialmente, rendono impossibile lo stesso viaggio nel tempo su scale macroscopiche.

E se il tempo non esistesse?

Tuttavia c’è un’altra possibilità: il tempo, per come lo abbiamo concepito, potrebbe essere solo una nostra illusione. A questo punto il viaggio nel tempo sarebbe una cosa irrilevante.

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