Villaggio di 12.800 anni fa distrutto da impatto di meteorite, trovate prove

Tracce di vetro squagliato ritrovate tra i reperti del sito di Abu Hureyra (credito: Doi: /10.1038/s41598-020-60867-w | Scientific Reports)

Abu Hureyra era un sito archeologico, ancora esistente nel nord della Siria alla fine degli anni 70, che testimoniava l’esistenza di un insediamento di una popolazione nomade capace anche di praticare l’agricoltura. Tra i vari reperti fu ritrovato un grande tumulo che segnalò ai primi archeologi la presenza dell’intero insediamento.

Intero sito archeologico ora sott’acqua

Questo tumulo, così come tutto il sito archeologico, ora si trova sott’acqua. Sotto l’acqua del lago Assad, per la precisione. Si tratta di un lago che si è formato quando fu eretta la diga di Taqba che fermò lo scorrere del fiume Eufrate a nord della Siria.
Prima che l’acqua coprisse tutto questo sito, ricercatori e archeologi hanno però estratto e recuperato, nonché conservato con cura, molto materiale, tra cui pezzi di pareti di edifici, rimanenze di cibo, strumenti vari, ed altre tracce che hanno permesso di conoscere diverse cose riguardo a questa popolazione stabilitasi in loco circa 12.800 anni fa.

Trovate tracce di vetro fuso

Tuttavia un nuovo studio, apparso su Scientific Reports, mostra che Abu Hureyra ha ancora un’altra cosa, forse la più interessante di tutte, da raccontare. Tra i reperti conservati dagli archeologi c’erano anche alcuni materiali da costruzione e varie ossa di animali.
Su questi reperti i ricercatori hanno trovato tracce di vetro fuso aventi particolari caratteristiche che hanno fatto comprendere ai ricercatori che deve essersi fuso a temperature molto alte. Qualcosa che può essersi formato solo ad una temperatura molto elevata, più elevata di quella che quel gruppo di umani poteva raggiungere con qualsiasi tecnologia che poteva avere a disposizione. Più elevata anche della temperatura ottenuta con la lava di un fenomeno vulcanico.

Probabile impatto di meteorite

Si tratta di una temperatura superiore ai 2200 °C, capace di sciogliere completamente un’automobile in meno di un minuto, come spiega James Kennett, professore di geologia all’Università della California a Santa Barbara, tra gli autori dello studio.
Il livello di fusione poteva essere raggiunto solo da un fenomeno caldissimo e dunque estremamente violento e ad alta energia, molto probabilmente ad alta velocità, dunque qualcosa sull’ordine di un impatto cosmico.

Impatto con conseguenze globali

Molto probabilmente Abu Hureyra è il primo sito umano che documenta gli effetti diretti dell’impatto di una cometa. Quest’ultima deve essere esplosa nell’atmosfera, verso la fine del pleistocene, probabilmente contribuendo all’estinzione di molti degli animali di grandi dimensioni, compresi mammut, alcune specie di cavalli e cammelli americani.
Probabilmente portò anche alla scomparsa della cultura nordamericana di Clovis e potrebbe aver avuto un ruolo nell’improvviso inizio del periodo di raffreddamento del Dryas recente.

Younger Dryas Boundary

Il sito di Abu Hureyra farebbe dunque parte di un grande “campo” globale denominato Younger Dryas Boundary (YDB), che comprende altri 30 siti individuati in varie parti del mondo, dalle Americhe all’Europa, in cui i frammenti di questo asteroide si sono disseminati e poi conservati nei terreni, nei suoli o tra le rocce.
Questa ulteriore ricerca rafforza non solo l’ipotesi dell’impatto dell’asteroide della fine del pleistocene ma anche quella secondo la quale furono più grandi ammassi di detriti cometari a causare centinaia, probabilmente migliaia, di esplosioni nell’atmosfera terrestre nell’arco di pochi minuti, cosa che coinvolse un intero emisfero e che provocò la dispersione dei frammenti in un’area grande migliaia di chilometri.

Fine del villaggio di Abu Hureyra

Che fine fece il villaggio di Abu Hureyra? Molto probabilmente andò distrutto in quanto uno degli scoppi nell’atmosfera terrestre deve essersi verificato proprio vicino all’insediamento, ad una vicinanza tale che il calore e i detriti fusi furono scagliati su tutto il villaggio.

Il sito si spopolò rapidamente, anche a causa dei cambiamenti climatici occorsi con l’avvento del Dryas recente e delle condizioni climatiche quasi glaciali che durano per più di 1000 anni. Gli abitanti tornarono probabilmente al nomadismo oppure si trasferirono nei pressi del sito di Mureybet, a 50 km di distanza dall’altra parte dell’Eufrate dato che diverse tracce hanno suggerito che quest’ultimo si espanse in maniera drammatica proprio in questo periodo.

Probabilmente solo una piccolissima popolazione rimase nei pressi di Abu Hureyra, forse solo una manciata di fattorie o qualche famiglia.
Abu Hureyra ridivenne un grande villaggio, popolato da migliaia di persone, quando fu rioccupato intorno al 9500 a.C., a seguito della riduzione del freddo. Questa seconda occupazione durò poi per 2000 anni.

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