Virus dell’HIV, nuovo metodo con proteine sintetiche sopprime infezioni nei topi

Una nuova tecnica per sopprimere l’infezione da HIV nei topi tramite proteine progettate per agire sulle cellule killer T CD8+ del sistema immunitario è stato messo a punto da un team di scienziati dell’Albert Einstein College of Medicine. Come spiega il comunicato dello stesso istituto, i ricercatori sono riusciti a sopprimere l’infezione di topi tramite una “cura funzionale per l’HIV e altre infezioni virali croniche”.[1]

Proteine progettate in laboratorio stimolano cellule T CD8+

Le proteine progettate dai ricercatori stimolavano in maniera selettiva le cellule T CD8+ del sistema immunitario dei topi affinché si moltiplicassero e attaccassero le cellule T infettate dal virus dell’HIV.
Queste proteine sintetiche, denominate synTac (un’abbreviazione di “sinapsi per l’attivazione delle cellule T”) sono state sviluppate dal professore di biochimica, fisiologia e biofisica Steven Almo, responsabile del reparto per lo sviluppo di terapie macromolecolari presso l’Albert Einstein.[1]

Terapia antiretrovirale (ART)

Ad oggi le persone infette dall’HIV vengono trattate con la terapia antiretrovirale (ART), in pratica una combinazione di più farmaci che rallentano il processo di infezione da parte del virus di nuove cellule T CD4+ e quindi rallentano la sua diffusione.
Si tratta però di una “situazione di stallo e non uno scacco matto”, come spiega Harris Goldstein, un professore di microbiologia e immunologia nonché direttore del Centro Einstein-Rockefeller-CUNY per la ricerca sull’AIDS. Gli effetti collaterali di questa terapia, infatti, sono ben noti. Inoltre appena si interrompe la terapia il virus HIV latente riemerge e via via l’infezione.[1]

Testa sul sangue umano

Secondo Goldstein il metodo sviluppato dai ricercatori dell’Einstein non rimuove tutte le cellule T latenti infette, una cosa ad oggi ancora impossibile, ma fa da “cura funzionale” per sopprimere il virus a livelli non rilevabili anche dopo che la terapia ART è stata interrotta.
Le proteine synTac sono state testate su campioni di sangue umano infetto dal virus dell’HIV o dal citomegalovirus (CMV). Le proteine innescavano la moltiplicazione selettiva delle cellule T CD8+ portando ad un’azione antivirale sia nei confronti dell’HIV che del CMV.

Esperimenti sui topi

I ricercatori hanno fatto anche esperimenti sui topi infetti con sistemi immunitari modificati in modo che possano essere infettati dal virus che colpiscono gli esseri umani. Hanno iniettato le proteine per via endovenosa nel corpo dei topi e anche in questo caso le stesse proteine attivavano le cellule T CD8+ che aumentavano il numero di che sopprimevano i virus.

Metodo utilizzabile anche con altre malattie

Secondo Almo il metodo può essere usato anche per sviluppare proteine synTac onde contrastare anche altre malattie in cui sono coinvolte le cellule T, anche quelle non provocate da virus: “Ad esempio, uno studio clinico in corso che coinvolge pazienti con cancro della testa e del collo sta valutando la capacità delle synTac di attivare selettivamente le cellule T anti-cancro”.
Le stesse synTac, spiega il ricercatore, sono prese seriamente in considerazione anche per contrastare il diabete di tipo 1 e altre patologie immuni disattivando quelle cellule T del sistema immunitario che cominciano ad attaccare le cellule sane.[1] Lo studio stato uno sul Journal of Clinical Investigation.[2]

Note e approfondimenti

  1. Einstein-Developed Treatment Strategy May Lead to HIV Cure | Newsroom | Albert Einstein College of Medicine (IA)
  2. JCI – T-cell receptor-specific immunotherapeutics drive selective in vivo HIV and CMV-specific T-cell expansion in humanized mice (IA) (DOI: 10.1172/JCI141051)

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