Virus Nipah si diffonde sempre più in Bangladesh, patologie respiratorie aumentano infezioni

Una delle malattie infettive emergenti del sud-est asiatico che sta più preoccupando le autorità è quella causata dal virus Nipah, un paramyxovirus trasmesso dai pipistrelli che potrebbe causare epidemie molto vaste e gravi in futuro se non contrastato in tempo.
Il virus può trasferirsi anche negli esseri umani e, al momento, è caratterizzato da un alto tasso di mortalità. Non esistono infatti vaccini né trattamenti disponibili.

In tale contesto, un gruppo di ricercatori internazionali formato da scienziati dell’Istituto Pasteur, del CNRS e della Johns Hopkins University di Baltimora, sta studiando le dinamiche di trasmissione di questori virus utilizzando i dati relativi agli ultimi 14 anni di indagini sui focolai in Bangladesh, il paese dove questo virus sta provocando il maggior numero di morti.
I risultati dello studio, pubblicati su NEJM il 9 maggio, indicano chiaramente che tra le cause che aumentano il rischio di diffusione della malattia tra gli esseri umani vi sono le patologie respiratorie: adulti con sintomi respiratori preesistenti trasmettono il virus a più individui rispetto ad altri.

Inoltre, il contatto con liquidi corporei, incluse le secrezioni respiratorie, vede un maggior numero di trasmissioni del virus rispetto ad altre modalità.
Infine lo studio ha dimostrato che coniugi e persone che restano a lungo in contatto con gli infetti, ad esempio i badanti, hanno maggiori probabilità di essere infettati.

Il Nipah è un tipo di virus a RNA del genere Henipavirus. Nel maggio del 2018, uno focolaio della malattia provocò almeno 17 morti nello stato indiano del Kerala. La malattia è stata identificata per la prima volta nel 1998 nel corso di un’epidemia in Malesia. Il nome del virus deriva da quello di un villaggio in Malesia, Sungai Nipah. I sintomi possono apparire da 5 a 14 giorni a seguito dell’esposizione e sono correlati perlopiù a sonnolenza, febbre, mal di testa, disorientamento e confusione mentale. Tra le complicazioni potenzialmente fatali vi è l’encefalite.

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