Vita aliena: dobbiamo essere pronti secondo capo scienziato della NASA

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La nostra generazione potrebbe essere quella che vedrà la scoperta di prove di vita oltre la Terra secondo James Green, capo scienziato della NASA che ha pubblicato un commento scientifico su Nature, come rileva ScienceAlert. Proprio per questo dobbiamo essere pronti a questa evenienza che per questa generazione è una sorta di responsabilità.

L’individuazione di vita aliena sarà un processo in continua evoluzione

Green spiega che quando la scoperta di vita extraterrestre accadrà essa non sarà riconducibile ad un solo evento che ce lo farà comprendere senza se e senza ma, anzi è molto probabile che l’individuazione della stessa vita aliena risulterà essere un processo in continua evoluzione, un processo fatto di indagini e scoperte scientifiche che si sommeranno una sull’altra e che alla fine suggeriranno, senza più dubbio di sorta, che la possibilità sia dunque effettivamente reale.
Quando si è trattato di annunciare la scoperta di presenza di vita aliena, o comunque di fare affermazioni su questa possibilità, in passato ci sono stati diversi errori che hanno portato ad ambiguità e ciò è capitato perché si è ragionato in termini troppo a ” binari”.

C’è bisogno di una scala progressiva per valutare avanzamenti

Considerando invece la ricerca della vita extraterrestre come uno a ” sforzo progressivo”, come lo chiama Green, vagliando le osservazioni come contestuali e non definitive, si potrà comprendere che le false partenze e i vicoli ciechi sono in realtà solo dei passi in avanti in quel lungo percorso che porterà l’umanità a questo importante obiettivo.
Proprio per questo c’è bisogno di una scala progressiva in base alla quale si possano misurare le nuove scoperte, una scala simile a quella denominata Technology Readiness Level ( TRL), una scala che la NASA ha sviluppato negli anni 70 per misurare il livello di maturità di una tecnologia. Si tratta di una scala che la stessa agenzia americana ha usato per comprendere con più efficacia i progressi nel volo spaziale e la realizzazione di missioni.

Scala di “confidenza di rilevamento della vita”

Nel contesto della ricerca di vita aliena si potrebbe usare una scala simile, una scala che Green chiama scala di “confidenza di rilevamento della vita” ( confidence of life detection, CoLD). I livelli più bassi di questa scala prendono in considerazione solo l’identificazione delle potenziali biofirme mentre livelli più alti sono relativi all’acquisizione di prove più sicure e specifiche. Il tracciamento avverrebbe in base a diversi parametri oggettivi e sempre più esigenti all’aumentare del punteggio.
In questo modo tutte le presunte biofirme potrebbero essere collocate in un contesto standardizzato e ciò aiuterebbe di non poco la comunità di ricerca impegnata nella ricerca di vita extraterrestre, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione dei risultati raggiunti.

Note e approfondimenti

  1. Call for a framework for reporting evidence for life beyond Earth | Nature (IA) (DOI: 10.1038/s41586-021-03804-9)

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