Vita extraterrestre possibile anche vicino a buchi neri supermassicci secondo nuovi calcoli

Un gruppo di scienziati dell’università di Harvard ha eseguito interessanti calcoli secondo i quali, in relazione alla ricerca di vita extraterrestre, potrebbe esistere un altro tipo di “zona abitabile”, ossia quella zona orbitale intorno alle stelle che permette a eventuali pianeti di avere acqua liquida sulla propria superficie.
Il nuovo tipo di zona abitabile risiederebbe intorno o comunque vicino ai buchi neri supermassicci, in particolare quelli che si trovano al centro delle galassie.

Buchi neri davvero mortali per la vita?

I buchi neri, almeno nell’immaginario collettivo, sono sempre visti come qualcosa di mortale o qualcosa che poco può offrire in termini di risorse per un eventuale civiltà aliena o comunque per la vita extraterrestre.
Il problema dei buchi neri supermassicci risiede nei dischi vorticosi di gas e polvere, denominati nuclei galattici attivi (AGN), che ruotano intorno ad essi.

Questi dischi vorticosi di materiale emettono quantità incredibili di luce e in generale di radiazione e risulterebbero mortali per qualsiasi pianeta che miri a sviluppare la vita e che si trovi nei paraggi.
Utilizzando vari modelli computerizzati, i ricercatori hanno individuato delle zone abitabili intorno ai nuclei galattici attivi.

Effetti mortali esagerati

L’atmosfera di un eventuale pianeta in questa zona risulterebbe sostanzialmente intatta, anzi la luce proveniente dal nucleo galattico potrebbe addirittura aiutare l’origine stessa della vita.
Gli stessi scienziati hanno analizzato anche i dati relativi ai nuclei galattici attivi sottoposti ad analisi da altre ricerche precedenti e hanno concluso che gli effetti mortali che li riguardano risulterebbero notevolmente esagerati.

C’è una distanza di sicurezza

Per fare un esempio più concreto, il buco nero supermassiccio che si trova al centro della via Lattea, Sagittarius A*, risulterebbe sì mortale per eventuali pianeti vicini ma solo fino a una distanza di 100 anni luce circa, una distanza minore rispetto ai circa ai circa 3000 anni luce calcolati in precedenza.

Radiazione del buco nero utile per sviluppare vita

Questo significa che eventuali mondi, magari quelli con un’atmosfera più spessa, che siano abbastanza distanti da un buco nero supermassiccio potrebbero ottenere una giusta quantità di radiazioni ultraviolette che aiuterebbe a rompere le molecole e a creare composti necessari per la creazione di proteine, lipidi e DNA, ossia i mattoni della vita per come la conosciamo.

Pianeti abitabili intorno a Sagittarius A*?

Questa regione abitabile intorno ai buchi neri supermassicci si troverebbe, secondo i calcoli dei ricercatori, approssimativamente intorno a 140 anni luce di distanza dal centro del buco nero.
Potrebbero esistere, intorno al buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia, anche più di un miliardo di pianeti del genere, corpi “ribelli” alla deriva nella zona abitabile di Sagittarius A* che potrebbero ospitare la vita.

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