Vita, giusta distanza da stella non basta, c’è bisogno di un altro particolare

La Terra è inclnata sullo proprio asse di più di 23°: ciò ha agevolato lo sviluppo di vita complessa Secondo i ricercatori (credito: NASA)

Un’interessante scoperta è stata effettuata da un team di astronomi in relazione uno studio finanziato dalla NASA e presentato alla Goldschmidt Geochemistry Conference. I ricercatori sono giunti alla conclusione che quei pianeti che, oltre a trovarsi nella cosiddetta zona abitabile e quindi oltre a poter disporre di acqua liquida sulla propria superficie, sono caratterizzati da un certo livello di inclinazione del loro asse hanno una probabilità maggiore di sviluppare vita complessa.

Oltre alla distanza dalla stella c’è bisogno anche di ossigeno

La zona abitabile, denominata anche “zona Riccioli d’Oro”, è quella distanza orbitale occupata da un pianeta che non è troppo lontana né troppo vicina alla stella e che quindi permette la presenza di acqua liquida sul pianeta. Si tratta di una caratteristica essenziale per lo sviluppo e per il sostentamento della vita come la conosciamo.
Ma per la vita più complessa c’è bisogno di altre caratteristiche e tra queste c’è la presenza di ossigeno nell’atmosfera. L’ossigeno ha un ruolo fondamentale per gli esseri viventi perché tramite l’ossigeno è possibile acquisire parte dell’energia necessaria per il metabolismo e ciò riguarda soprattutto gli esseri viventi maggiormente dotati di complessità.

Varie caratteristiche su altri pianeti possono essere diverse

I ricercatori hanno creato un particolare modello per spiegare quelle condizioni che devono sussistere affinché un pianeta, come la Terra, possa produrre ossigeno. Utilizzando diversi parametri, i ricercatori hanno potuto cambiare varie caratteristiche che qui sulla Terra diamo per scontate ma che in effetti su un altro pianeta potrebbero essere ben diverse.
Si parla, per esempio, della durata del giorno, dello spessore nell’atmosfera o della distribuzione della terraferma, come spiega Stephanie Olson, ricercatrice della Purdue e una delle autrici dello studio.

Un po’di obliquità orbitale è essenziale

Alla fine i ricercatori scoprivano che queste caratteristiche possono influenzare la circolazione degli oceani e il trasporto di nutrienti e quindi possono influenzare la produzione di ossigeno da parte degli organismi. Secondo gli stessi ricercatori queste caratteristiche sono fondamentali per l’ossigenazione della Terra e per il trasferimento di ossigeno nella stessa atmosfera.
In particolare uno di questi parametri, l’obliquità orbitale, ossia la tendenza ad inclinarsi del pianeta quando gira intorno alla stella, come spiega Megan Barnett, studentessa dell’Università di Chicago e altra autrice dello studio, sembra essere molto importante per lo sviluppo della vita complessa. I ricercatori scoprivano che più il pianeta era inclinato più la produzione di ossigeno fotosintetico negli oceani aumentava. Un’inclinazione orbitale portava ad un raddoppio della quantità di nutrienti e quindi ad un maggior sostentamento della vita.

Fattori per lo sviluppo di vita complessa sono tanti

Attualmente la Terra è inclinata sul proprio asse con un angolo di 23,5°, quanto basta perché ci siano le stagioni e, evidentemente, lo sviluppo e il sostentamento della vita complessa.
Questo studio, come spiega la Olson, mostra che sono tantissimi i fattori da prendere considerazione quando si cerca la vita su altri pianeti, soprattutto vita complessa e intelligente. La giusta distanza dalla stella da sola non basta, anche l’inclinazione dell’asse del pianeta stesso quando gira intorno alla stella sembra essere fondamentale: “La linea di fondo è che i mondi che sono modestamente inclinati sui loro assi possono avere maggiori probabilità di far evolvere una vita complessa. Questo ci aiuta a restringere la ricerca di vita complessa, forse anche intelligente, nell’Universo”.

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