Vita marziana? Tracce potrebbero trovarsi su una delle lune secondo studio rivoluzionario

Fobos è una delle due piccole lune di Marte, la più vicina. Ha un raggio di soli 11 km ed orbita ad una distanza di circa 6000 km dalla superficie del pianeta rosso

La vita su Marte? Per risolvere il dilemma probabilmente potremmo dover cercare su Fobos, una delle due piccole lune che orbitano intorno al pianeta. È, in sintesi, la conclusione di un interessante studio condotto da scienziati dell’agenzia spaziale giapponese e pubblicato su Science .[1]
Si tratterebbe di un cambio di paradigma non di poco conto in quanto tutti i tentativi che oggi, così come molti di quelli che si faranno nei prossimi anni, si stanno concentrando perlopiù sulla superficie del pianeta (oppure poco sotto di essa con speciali strumenti costruiti proprio per scavare diversi centimetri sotto la superficie e raccogliere campioni da analizzare).

Materiale con vita microbica schizzato via da Marte a seguito di impatti

In realtà, come spiegano i ricercatori, i numerosi impatti di asteroidi a cui Marte è stato sottoposto per milioni, anzi miliardi, di anni potrebbero aver fatto schizzare, più volte, materiale del pianeta, materiale che poi potrebbe essere giunto sulle due lune, Fobos e Deimos.
Fobos è la luna più vicino al pianeta e proprio per questo potrebbe aver raccolto più materiale di questo genere. Eventuali forme microbiche di vita sulla superficie del pianeta rosso, o poco sotto di essa, potrebbero essere sopravvissuti a questi impatti ed aver “viaggiato” proprio su Fobos.

Vita su Fobos comunque condannata

D’altronde diversi studi, in passato, hanno dimostrato che impatti di questo genere potrebbero non rivelarsi sempre mortali o comunque completamente distruttivi per forme di vita microbiche come batteri o simili. Tuttavia, come fanno notare i ricercatori, eventuali forme di vita schizzate via dalla superficie marziana ed “atterrate” su Fobos avrebbero comunque avuto vita breve: le radiazioni solari su questa piccola luna sono fortissime, praticamente non schermate da nulla, neanche da una leggerissima atmosfera.
Si tratta di radiazioni che non permetterebbero la vita così come la conosciamo.
Tuttavia queste eventuali forme di vita microbiche potrebbero essersi fossilizzate in qualche modo sulla superficie di Fobos, così come eventuali potenziali frammenti di DNA.

Fobos “capsula” del tempo naturale per vita microbica marziana?

Anzi, la totale mancanza di atmosfera su Fobos potrebbe aver avvantaggiato la “fossilizzazione” e potrebbe aver trasformato questa piccola luna in una sorta di capsula del tempo naturale.
Secondo le simulazioni effettuate dai ricercatori, gli impatti degli asteroidi su Marte potrebbe aver prodotto una quantità di “ejecta”, particelle di materiali schizzate via a seguito di un’esplosione, sufficiente da compiere il viaggio per arrivare su Fobos e su Deimos. E ciò potrebbe essere accaduto più volte durante la lunga storia di impatti del pianeta.
Fobos in particolare conterrebbe più materiale marziano in quanto molto più vicino. Secondo i ricercatori più di 109 kg di materiale proveniente da Marte potrebbero essersi mescolato alla regolite di Fobos, una frazione di meno di 1000 parti per milione.

“SHIGAI” o Sterilized and Harshly Irradiated Genes

Attualmente potrebbero trovarsi biofirme di microrganismi morti su Fobos, morti a seguito degli impatti o comunque poco dopo essere giunti su Fobos a seguito delle radiazioni solari. Gli scienziati giapponesi hanno denominato queste tracce “SHIGAI” o Sterilized and Harshly Irradiated Genes, and Ancient Imprints (geni sterilizzati e intensamente irradiati e impronte antiche), un acronimo che, tra l’altro, in lingua giapponese sta a significare “resti morti”.

Vita fossilizzatasi su Marte e poi schizzata via su Fobos

Inoltre sulla piccola luna marziana potrebbero trovarsi biomarcatori di vita che potrebbero essersi formati in precedenza, anche molto tempo prima dell’eventuale impatto stesso dell’asteroide, su Marte. In pratica Si tratterebbe tracce di vita microbica fossilizzatisi su Marte e poi trasportate su Fobos. Tra questi ultimi in particolare potrebbero trovarsi frammenti di DNA fossilizzati.
Ad esempio eventuali biofirme o biomarcatori fossilizzatisi nel cratere Jezero, un enorme cratere da impatto presente su Marte, potrebbero essere schizzati via a seguito dell’impatto stesso e trovarsi ora sulla superficie di Fobos, mischiati alla sua regolite superficiale.

Missioni Mars Sample-Return (MSR) e Martian Moons eXploration (MMX)

Anche per questo i ricercatori della NASA e dell’agenzia spaziale europea stanno mettendo a punto la campagna di missioni Mars Sample-Return (MSR) per tentare di riportare sulla Terra campioni della superficie marziana e, si spera, campioni di biomarcatori presenti nel cratere Jezero.
Inoltre la stessa agenzia spaziale giapponese sta mettendo a punto le ultime fasi prelancio della missione Martian Moons eXploration (MMX) che dovrebbe riportare sulla Terra campioni prelevati dalla superficie di Fobos. Il lancio per quest’ultima missione è previsto per il 2024.

Note e approfondimenti

  1. Searching for life on Mars and its moons | Science (IA) (DOI: 10.1126/science.abj1512)

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