Vita antica su Marte? Bisogna scavare molto di più per trovarne le tracce

Credito: WikiImages, Pixabay, ID: 67522

L’interessante scoperta relativa alla resistenza degli amminoacidi, considerati come componenti essenziali della vita, sulla superficie di Marte, o poco sotto di essa, effettuata da un team di ricercatori induce a pensare che la stessa ricerca della vita sul pianeta rosso potrebbe essere in realtà più complicata di quanto calcolato in precedenza. Come riferisce Universe Today, lo studio è stato pubblicato su Astrobiology[1] e stabilisce che i rover devono scavare per almeno 3 metri sotto la superficie per avere reali possibilità di trovare tracce di vita antica.

Bisogna scavare più in fondo

Lo spiega anche Alexander Pavlov, un ricercatore del Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt: attualmente il rover su Marte al massimo scavano per 5 cm sotto il terreno. Ad una profondità del genere basterebbero solo 20 milioni di anni per una distruzione completa degli amminoacidi a causa dei raggi cosmici che colpiscono le rocce nella superficie.
Si tratta di un problema perché si crede che, se la vita è esistita su Marte, le tracce probabilmente debbono essere ricondotte a centinaia di milioni, forse anche miliardi, di anni fa, quando sulla superficie c’era ancora dell’acqua liquida.
Scavare per almeno 3 metri sotto la superficie del pianeta rosso vuol dire progettare rover molto diversi da quelli che mandiamo oggi sul pianeta.

Esperimenti in laboratorio con gli aminoacidi

I ricercatori hanno realizzato lo studio eseguendo degli esperimenti in laboratorio. Hanno simulato le condizioni superficiali di Marte che sono molto diverse da quelle terrestri, a cominciare dalla pressione atmosferica e dalle temperature. I ricercatori hanno collocato vari tipi di aminoacidi in una miscela di silice per simulare la regolite marziana. Li hanno poi sottoposti alla temperatura ambientale della superficie di Marte oppure a temperature molto più fredde, circa -55 °C. Hanno poi irradiato questi aminoacidi con raggi gamma per simulare almeno 80 anni di esposizione ai raggi cosmici che colpiscono la superficie del pianeta.

Aminoacidi nei primi 10 cm distrutti dopo 20 milioni di anni?

I risultati mostravano che gli aminoacidi presenti nei primi 10 cm superficiali cominciavano a degradarsi pesantemente dopo 20 milioni di anni di esposizione ai raggi gamma; troppo poco considerando le stime riguardo alla possibile esistenza di vita passata su Marte. Inoltre i ricercatori scoprivano che aggiungendo silicati, in particolare quelli con perclorati, alla regolite la velocità della degradazione aumentava notevolmente, come spiega lo stesso Pavlov. Una cosa che dimostra che il tasso di degradazione potrebbe essere ancora più veloce a seconda della presenza di vari elementi nel suolo o meno.

Note e approfondimenti

  1. Rapid Radiolytic Degradation of Amino Acids in the Martian Shallow Subsurface: Implications for the Search for Extinct Life | Astrobiology (DOI: 10.1089/ast.2021.0166)
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