Vita su Marte? Forse si trovava a molti chilometri di profondità sotto superficie

Su Marte ci sono tantissime tracce geomorfologiche, come questo canale, che ci indicano che deve essere esistita acqua sul pianeta anche 4 miliardi di anni fa. Come faceva ad esserci acqua liquida se il Sole all'epoca era molto debole? I ricercatori pensano di avere, almeno in parte, risolto il "paradosso del Sole giovane" (credito: ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO. 3D renderizzato e colorato da Lujendra Ojha)

Probabilmente, miliardi di anni fa, i migliori habitat per la vita semplice su Marte si trovavano sotto la superficie e non sopra di essa. Questo perché, secondo uno studio pubblicato su Science Advances, il sottosuolo marziano poteva vantare all’epoca su di un elevato livello di calore di natura geotermica. Questo calore scioglieva le grosse e spesse lastre di ghiaccio sotterranee producendo dunque quell’acqua liquida necessaria per la sussistenza della vita e tutto ciò senza aver bisogno del Sole.

Paradosso del Sole giovane risolto?

Si tratta di un approccio teorico che risolverebbe, almeno in parte, il cosiddetto “paradosso del Sole giovane”, uno dei paradossi che riguardano Marte durante le sue prime fasi di vita.
4 miliardi di anni fa, infatti, il Sole era molto più debole, anche nei confronti di Marte, e quindi il clima sul pianeta rosso, durante questo primo periodo, doveva essere molto freddo.
Tuttavia è già da diversi anni che abbiamo scoperto veri e propri indicatori geologici che ci indicano la presenza di acqua liquida, anche in questo periodo, sulla superficie del pianeta rosso. Parliamo di tracce come antichi letti di fiumi e laghi e indicatori come diversi minerali collegati solo all’acqua. Tutte tracce che suggeriscono che il pianeta doveva avere abbondanti quantità di acqua liquida tra 4,1 e 3, 7 miliardi di anni fa, durante il periodo del noachiano (una delle quattro ere geologiche del pianeta).

Calore arrivava da attività geotermiche?

Ora il calore per sciogliere quest’acqua può provenire, su pianeti rocciosi come questi, solo in due modi: o attraverso un consistente riscaldamento da parte del Sole o attraverso il decadimento radioattivo di elementi come l’uranio, potassio e torio che producono il cosiddetto “calore geotermico”.
Se il primo caso per Marte, soprattutto in questo periodo primordiale, è da escludere, bisogna dunque prendere in considerazione il secondo caso. E non ci sarebbe in effetti nulla di eccezionale considerando ciò che avviene sulla Terra.

Calore geotermico può formare veri e propri laghi sotterranei

Sul nostro pianeta questo calore può formare anche laghi subglaciali, come avviene nelle aree della calotta glaciale dell’antartico, nell’Artico canadese oppure in Groenlandia. Se elementi radioattivi del genere avessero prodotto lo stesso effetto anche su Marte, probabilmente questo pianeta, estremamente gelido in superficie, avrebbe potuto contare su acqua liquida sotto la stessa superficie. I ricercatori hanno esaminato vari set di dati di Marte giungendo alla conclusione che le condizioni necessarie per lo scioglimento dei ghiacci sotto la superficie erano presenti in questa prima fase di vita del pianeta.

Habitat ideale per la vita solo a grandi profondità

L’acqua liquida potrebbe essere infatti rimasta stabile per lunghi periodi, ma solo a grandi profondità, diversi km sotto il suolo, dunque non proprio immediatamente sotto la superficie. Questo vuol dire che se la vita ha avuto origine oppure esisteva in questo periodo, deve avere seguito l’acqua liquida a profondità discrete che, con il tempo, sono diventate sempre più grandi.
Secondo quanto spiega Lujendra Ojha, ricercatore alla Rutgers University-New Brunswick e autore principale dello studio, la vita, qualora fosse davvero esistita a queste profondità, probabilmente deve aver contato sul calore delle naturali attività idrotermali e sulle reazioni tra l’acqua e la roccia.

Vita su Marte esistita o ancora esistente nelle profondità del pianeta?

In sostanza il sottosuolo di Marte potrebbe avere rappresentato, e forse potrebbe rappresentare ancora oggi, l’ambiente ideale per l’esistenza della vita. Si tratta di dubbi che potrebbero essere sciolti solo con le future missioni sul pianeta rosso.

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