Vita su pianeti intorno a nane bianche può esistere ma solo dopo fase “morente” della stella

La vita potrebbe nascere anche su eventuali lune orbitanti intorno a pianeti giganti gassosi che a loro volta orbitano intorno a nane bianche ma solo dopo che la fase che ha portato alla morte della stella si è conclusa (credito: NASA)

Un nuovo studio suggerisce nuovamente quella possibilità che solo fino a pochi anni fa era praticamente esclusa dagli scienziati: la vita può essere possibile su pianeti che orbitano intorno a stelle nane bianche. Anzi, il nuovo studio realizzato da ricercatori dell’Università di Warwick, ci dice anche che queste forme di vita probabilmente si evolverebbero dopo la fase della morte della stella in quanto, proprio durante questa fase, ci sono cicli molto intensi da parte dell’astro che, con i loro venti stellari furiosi, rendono praticamente impossibile la vita, almeno quella che conosciamo sulla Terra.

Fase che porta a nane bianche rende impossibile la vita

I ricercatori, infatti, si sono voluti concentrare sulla possibilità di vita residente su pianeti che orbitano intorno a queste stelle praticamente “morte” per capire l’influenza dei venti stellari. Sebbene lo studio certifichi che è quasi impossibile che forme di vita possano evitare l’estinzione a seguito di quella che è un’evoluzione catastrofica di questo tipo di stelle, quella della fase che poi le porta ad essere nane bianche, infonde comunque speranze in relazione alla possibilità che, dopo questa fase tumultuosa, la stessa vita possa in qualche modo rinascere o originarsi e prosperare.

Campo magnetico di un pianeta fondamentale per la vita

In effetti quello del “vento stellare” è un problema non di poco conto per quanto riguarda l’origine e la diffusione della vita su di un pianeta. Noi che viviamo sulla Terra siamo stati molto fortunati: grazie al suo intenso nucleo di ferro possiamo contare su una forte campo magnetico che, in parte, ci protegge dalle dannosissime radiazioni solari. Marte, ad esempio, non è stato così fortunato: il pianeta rosso non possiede una sua magnetosfera degli anni di nome perché è stata spazzata via proprio dai raggi del sole lungo un periodo di milioni di anni.

Fase finale delle stelle distrugge campi magnetici dei pianeti

Come spiega Aline Vidotto, ricercatrice del Trinity College di Dublino ed una delle autrici dello studio, in realtà, come mostra questo studio, il vento solare può essere dannoso per la vita anche per i pianeti protetti da una magnetosfera. Questo accade perché tutte le stelle alla fine esauriscono il loro combustibile principale, l’idrogeno, e ciò fa sì che la stella si contragga e si riscaldi. Durante una seconda fase avviene poi una forte espansione che trasforma la stella in un “gigante rossa”, cosa che accadrà anche al nostro Sole.
Durante questa fase i raggi solari saranno molto più forti e tenderanno ad assottigliare, se non a distruggere del tutto, la magnetosfera dei pianeti orbitanti intorno alla stella. Ciò, come spiegano i ricercatori in questo studio, vale per molti tipi di stelle, quelle caratterizzate da una massa che può andare da una a sette volte quella del sole.

Spostamento della zona abitabile

Inoltre questa fase di evoluzione stellare produce anche uno spostamento della zona abitabile. Nel nostro caso, quando il Sole comincerà ad ingrandirsi, la zona abitabile potrebbe spostarsi dai 150 milioni di km attuali fino a 6 miliardi di chilometri, una zona che è oltre l’orbita attuale di Nettuno.
Inoltre i ricercatori hanno calcolato, in questo studio, che lo spostamento della zona abitabile verso l’esterno sarebbe più veloce dello spostamento stesso del pianeta e ciò sarebbe un’altra grande sfida per quelle forme di vita che, eventualmente, riusciranno a sopravvivere al processo di ingigantimento della stella.

Quando stella diventa nana bianca, pericolo passa e ci sono nuove possibilità di vita

Quando poi la stella si è trasformata definitivamente in una piccola nana bianca, il pericolo è passato ed è proprio da questa fase in poi che la vita può permettersi di nascere di nuovo o, se è riuscita a resistere, di ricominciare prosperare.
La conclusione di questo studio, come spiega Dimitri Veras, l’autore principale, è che “la vita su un pianeta nella zona abitabile attorno a una nana bianca si svilupperebbe quasi sicuramente durante la fase della nana bianca, a meno che quella vita non sia in grado di resistere a molteplici cambiamenti estremi e improvvisi nel suo ambiente”.
La vita, poi, potrebbe nascere anche su lune orbitanti intorno a pianeti giganti gassosi a loro volta orbitanti intorno a nane bianche. La presenza di giganti gassosi vicino o all’interno della zona abitabile intorno ad una nana bianca, infatti, è stata già accertata dalle osservazioni.

Telescopio spaziale James web aprirà nuova era di osservazioni

Attualmente possiamo fare solo ipotesi in quanto non abbiamo ancora gli strumenti necessari per osservare eventuali tracce di vita, soprattutto quelle atmosferiche, di un pianeta che orbita intorno ad una nana bianca. Si spera che con il lancio del telescopio spaziale James Webb, lancio che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno, ci saranno maggiori possibilità di trovare questi importanti indizi.

Note e approfondimenti

  1. Planetary magnetosphere evolution around post-main-sequence stars | Monthly Notices of the Royal Astronomical Society | Oxford Academic (IA) (DOI: 10.1093/mnras/stab1772)

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