Vitamina D non correlata a bassa pressione del sangue secondo studio

Secondo uno studio condotto da ricercatori del Trinity College di Dublino, la vitamina D non sarebbe associata alla bassa pressione sanguigna quando si sta in piedi, una patologia definita anche ipotensione ortostatica, negli anziani.

L’ipotensione ortostatica colpisce circa il 30% delle persone più anziane e vede un calo definibile come significativo della pressione del sangue quando si è in posizione eretta.
Questa bassa pressione è collegata poi a cadute e a tutto ciò che ne consegue, fratture o finanche morte.

Secondo alcune ricerche svolte negli ultimi anni, la vitamina D potrebbe aiutare proprio per quanto riguarda questa patologia in quanto risulta essenziale per il metabolismo delle ossa.
Si ritiene inoltre che possa risultare molto positiva anche per quanto riguarda la forza muscolare.

Tuttavia secondo questo nuovo studio, apparso su Hypertension, una ricerca di coorte che esamina l’associazione tra la prevalenza di ipotensione ortostaticae e l’assunzione di integratori di vitamina D, questo collegamento non sarebbe sussistente.

Lo specifica chiaramente anche Eamon Laird, autore principale dello studio e ricercatore presso l’Irish Longitudinal Study on Aging (TILDA) del suddetto istituto dublinese: “Questo è il più grande studio mai condotto che esplora la vitamina D e l’ipotensione ortostatica. Nella popolazione irlandese anziana non vediamo alcuna associazione. Ciò è importante in quanto è essenziale sapere cosa è e non è associato alla vitamina D quando si cerca di ideare e raccomandare assunzioni per la popolazione in base ai risultati di salute. Recentemente la vitamina D è stata vista come la panacea salutare per tutto; tuttavia ha perfettamente senso a livello biologico che non possa essere associata a tutto”.

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