Vitamina E: non è necessario consumare subito del grasso per assorbirla

Una scienziata dell’Università Statale dell’Oregon ha scoperto che per far assorbire al corpo la vitamina E, una vitamina notoriamente liposolubile, non è necessario consumare subito anche del grasso.

Scoperta “straordinaria”

Si tratta di una scoperta che la stessa ricercatrice definisce come “straordinaria” e che apre nuovi approcci per quanto riguarda le linee guida dietetiche concernenti questa importante vitamina.
Maret Traber è un’autorità riconosciuta per quanto riguarda le scienze nutrizionali e soprattutto per quanto riguarda lo studio di questo particolare micronutriente a cui ha dedicato tre decenni della sua carriera.

Puoi aspettare 12 ore prima di assumere grasso

La stessa ricercatrice spiega in poche parole il risultato di questa ricerca nel comunicato stampa apparso sul sito della sua università: “Pensavamo che si dovesse mangiare contemporaneamente vitamina E e grasso. Ciò che il nostro studio dimostra è che puoi aspettare 12 ore senza mangiare nulla, quindi mangiare un pasto contenente grassi e la vitamina E viene assorbita.”

Importanza della vitamina E

Nello studio, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, viene descritto anche il ruolo della vitamina E, conosciuta anche come alfa-tocoferolo.
Tra i ruoli importanti ricoperti da questa vitamina nei confronti del nostro corpo c’è anche quello di antiossidante.

Le linee guida americane specificano un consumo di 15 milligrammi di vitamina E al giorno. Questa sostanza viene fornita durante l’alimentazione molto spesso da alimenti quali oli, primo fra tutti l’olio d’oliva, ma è presente anche in frutti quali mandorle e avocado.

Gli esperimenti

Traber e colleghi hanno studiato il ruolo della vitamina E tramite una nuova tecnica che vede la stessa vitamina marcata con del deuterio e quindi somministrata per via orale oppure per via endovenosa.
In questo modo ne hanno potuto studiare l’assorbimento in maniera molto più dettagliata in un gruppo fatto di donne non obese e non diabetiche con un’età compresa tra 18 e 40 anni.

Le pazienti dovevano bere uno pasto liquido contenente il 40% di grassi oppure nessun grasso. Utilizzando varie combinazioni di somministrazioni, la ricercatrice e i suoi colleghi si accorgevano che la vitamina E veniva assorbita nelle cellule intestinali e rimaneva in questa posizione in attesa del prossimo pasto, sostanzialmente in attesa dei chilomicroni, lipoproteine che trasportano i lipidi attraverso il sangue.

La vitamina può rimanere in attesa, dopo essere stata assorbita dall’intestino, e dunque non c’è bisogno di assumere contemporaneamente o subito dopo l’assunzione della vitamina anche del grasso.

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