Viti chirurgiche fatte di materiale osseo

Alcuni ricercatori dell’Università di Tecnologia di Graz hanno sviluppato viti chirurgiche composte di materiale osseo (donato). Queste viti potrebbero risultare utili in particolare per operazioni chirurgiche del piede e della mascella.
Da decenni, il metodo principale per congiungere ossa è quello di utilizzare viti di metallo, principalmente titanio o acciaio inossidabile. Purtroppo queste viti, proprio a causa del materiale di cui sono composte, spesso vengono viste dal corpo come un materiale estraneo e, in diversi casi, devono poi essere rimosse con un ulteriore intervento chirurgico.

L’ortopedico Klaus Pastl, in congiunzione con il lavoro di altri ricercatori dell’Istituto di Biomeccanica di Graz, ha sviluppato quella che può essere vista come una vera e propria alternativa, ossia viti fatte di materiale proveniente da ossa umane, in particolare proveniente dallo strato centrale del femore, notoriamente molto compatto e più duro delle altre ossa del corpo.
Questo significa che queste viti non devono poi essere rimosse con una seconda operazione in quanto il corpo le riconosce come appartenenti al proprio sistema osseo.
Con questo metodo è più basso anche il rischio di infezioni e di complicazioni varie.

Si tratta di una tecnologia brevettata ma che è già stata utilizzata in 14 diverse strutture ospedaliere dell’Austria.
L’altro ricercatore coinvolto nel progetto, Gerhard Sommer, dell’Istituto di Biomeccanica di Graz, spiega che bisogna ripensare completamente alla struttura delle viti che si utilizzano nella chirurgia odierna, in particolare per quanto riguarda le operazioni ai piedi, alle ginocchia e alla mascella.
Il materiale osseo donato proviene da donatori di organi: questo significa che deve comunque essere utilizzato solo dopo complesse procedure di selezione e di screening sierologico.

Fonti e approfondimenti



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