Viviamo in una simulazione creata dai nostri posteri? Probabile secondo scienziato del MIT

È intitolato The Simulation Hypothesis il nuovo libro di Rizwan Virk, uno scienziato informatico del Massachusetts Institute of Technology, che tra l’altro ha rilasciato un’interessante intervista proprio riguardo alla teoria della simulazione su Digital Trends.
Secondo lo scienziato, che tra l’altro è anche uno sviluppatore di videogiochi, l’ipotesi della simulazione, oggi seriamente discussa in ambito accademico a differenza di qualche anno fa quando veniva considerata un’ipotesi fantascientifica, a tratti derisa, potrebbe descrivere in effetti la nostra realtà. Anzi, è addirittura la teoria cosmologica ad oggi più probabile.

Un immenso videogioco MMORPG

Secondo lo scienziato è probabile che tutto ciò che vediamo intorno a noi, in sostanza tutto l’universo, faccia parte di un immenso “videogioco”, ad esempio uno del genere MMORPG (gioco di ruolo on-line con centinaia o migliaia di partecipanti contemporanei). Noi siamo solo dei “personaggi dei giocatori”, ossia quei personaggi del “videogioco” guidati da chi lo sta giocando.
Una teoria per certi versi molto simile a quella del film Matrix, film in cui, però, gli esseri umani sono tenuti sotto controllo tramite un sistema di realtà virtuale interfacciato direttamente col cervello.

Punto di simulazione

Quelle di Virk non sembrano essere congetture sparate a caso dato che è uno sviluppatore di videogiochi, un campo che si è evoluto tantissimo negli ultimi anni tanto che stiamo giungendo ad un “punto di simulazione”, ossia ad un punto in cui la simulazione creata dal videogioco risulta indistinguibile dalla realtà (almeno graficamente parlando).
Se a ciò si aggiungono le nuove tecnologie relative alla realtà virtuale, una teoria della simulazione comincia a prendere ancora più corpo.

Civiltà future e simulazione degli antenati

Lo scienziato ipotizza che una qualche civiltà futura, magari anche esseri umani tecnologicamente evolutisi in modi per noi sostanzialmente inconcepibili, abbia sviluppato una simulazione degli antenati estremamente realistica, con server caratterizzati da potenze di calcolo inimmaginabili dove miliardi o trilioni di singoli esseri possono essere simulati.
Se solo una civiltà raggiungesse il “punto di simulazione”, ossia il punto di avanzamento tecnologico che permetterebbe di realizzare una simulazione del genere, la probabilità che noi esseri umani siamo simulati è maggiore della probabilità secondo cui siamo esseri biologici realmente esistenti (anche se in contesti del genere il concetto stesso di realtà comincia poi a perdere di significato).

E qual è il nostro destino?

Riguardo alla casualità del nostro destino, anche questa potrebbe essere simulata: gli algoritmi che gestiscono l’intera simulazione potrebbero prevedere, per esempio, proprio come accade in alcuni videogiochi, anche scelte casuali relative al nostro destino.
Dunque non tutto potrebbe essere già stato decodificato e programmato a priori: ci distruggeremo da soli? Saremo annientati da un fenomeno naturale? O finiremo anche noi per creare una nostra simulazione?

Fonti e approfondimenti

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