Viviamo sul pianeta perfetto per i lanci di razzi a base di propellente chimico

Rappresentazione artistica di Proxima Centauri b, esopianeta orbitante intorno alla stella Proxima Centauri, una delle tre stelle facenti parte del sistema stellare di Alfa Centauri, il più vicino al Sole (credito: Wikimedia Commons, ESO/M. Kornmesser, CC BY-SA 4.0, cropped)

Viviamo su un pianeta adatto per il lancio di razzi verso lo spazio. Questo è uno dei risultati a cui sono giunte due interessanti ricerche pubblicate recentemente su arXiv e analizzate da Universe Today, una prodotta da Abraham Loeb, professore di scienze ad Harvard, e una da Michael Hippke, un ricercatore indipendente affiliato all’Osservatorio di Sonneberg.
Le due ricerche prendono in considerazione le sfide che eventuali civiltà intelligenti extraterrestri dovrebbero affrontare nel lancio di razzi verso lo spazio dai propri pianeti con il sistema che oggi noi adottiamo, ossia quello a base di propellenti chimici come carburanti.

In particolare si prendono in considerazione gli eventuali lanci di razzi da Proxima Centauri b, un pianeta orbitante intorno alla stella Proxima Centauri, la stella più vicina al sole, e quelli attuati da una qualunque superterra, ossia da uno qualunque pianeta di tipo roccioso, molto simile alla Terra ma più grande di essa.
Considerando che per lanciare un razzo nello spazio dalla Terra c’è bisogno di raggiungere la velocità di fuga di 40.270 chilometri orari e che la velocità di fuga necessaria per allontanarsi dalla posizione della Terra attorno al Sole è di circa 151 mila 200 chilometri orari, gli scienziati hanno calcolato le rispettive velocità di fuga da Proxima Centauri b e da una eventuale superterra.

Secondo Loeb noi terrestri possiamo contare su una fortunata coincidenza: la velocità di fuga dall’orbita della Terra attorno al Sole è al limite della velocità raggiungibile dei razzi chimici. Secondo lo stesso Loeb, la velocità di fuga dalla zona abitabile scala in modo inversamente proporzionale alla massa stellare alla potenza di un quarto.
In sostanza per un pianeta come la Terra, che orbita all’interno della zona abitabile intorno ad una stella di tipo G (una nana gialla, ossia il nostro Sole), ci sono le condizioni praticamente ideali per fiondarsi nello spazio a bordo di razzi con propellenti chimici.

Tuttavia per pianeti di tipo terrestre come le super terre che orbitano intorno a stelle di tipo M, ossia le nane rosse, le stelle più comuni la nostra galassia e si suppone dell’universo, sarebbe molto più difficile raggiungere la velocità di fuga necessaria.
Per quanto riguarda Proxima b, il pianeta di dimensioni terrestri che orbita nella zona abitabile intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al sole che vanta una massa comparabile al 12% di quella del sole stesso, la velocità di fuga dal sistema stellare risulta più grande del 50% rispetto a quella della Terra.

Questo significa che per una eventuale civiltà intelligente extraterrestre di Proxima b allontanarsi dalla proprio sistema per avventurarsi nello spazio interstellare risulterebbe molto più difficile. Una notizia di certo non positiva per chi spera nell’incontro con una civiltà aliena che possa raggiungere la Terra.
In generale queste ricerche lasciano intendere che eventuali civiltà intelligenti aliene molto probabilmente non si affiderebbero a sistemi basati su razzi con propellenti chimici per lasciare i propri piani e viaggiare nello spazio.

Fonti e approfondimenti



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