
Alcune persone sembrano essere più attraenti di altre per le zanzare, e a quanto pare c’è un motivo scientifico ben preciso. Secondo un articolo del Journal of Medical Entomology, [1] molteplici fattori, tra cui il gruppo sanguigno, l’odore corporeo e persino la dieta, possono determinare perché le zanzare sono attratte da certi individui più di altri.
Preferenze
Sonja Swiger, entomologa della Texas A&M University, spiega che le zanzare si affidano molto alle emissioni di anidride carbonica per localizzare i loro obiettivi. Tuttavia, anche fattori come la temperatura corporea e specifici odori corporei svolgono un ruolo significativo. Swiger sottolinea che, mentre alcune ricerche suggeriscono che le zanzare preferiscono le persone con sangue di tipo O, questi risultati non sono definitivi. Sottolinea che diversi studi offrono risultati variabili, il che indica che la preferenza potrebbe non essere così forte come spesso si crede.
Il ruolo della dieta e dell’alcol
Swiger afferma che la dieta potrebbe influenzare l’attrazione delle zanzare, sebbene la portata di questo impatto non sia chiara. Gli alimenti ricchi di potassio, come le banane, potrebbero rendere le persone più attraenti per le zanzare a causa di un aumento della produzione di acido lattico. Questo, a sua volta, può alterare il profilo olfattivo della pelle di una persona. È potenzialmente più visibile alle zanzare. Inoltre, il consumo di alcol può aumentare l’emissione di anidride carbonica e la sudorazione, rendendo i bevitori più inclini a essere punti.
Gravidanza e adattamenti locali
Le donne incinte sembrano essere, inoltre, a più alto rischio di punture di zanzara a causa dell’aumento delle emissioni di anidride carbonica e dell’elevata temperatura corporea. Swiger nota che le zanzare possono sviluppare preferenze per gli odori locali delle persone in determinati quartieri, rendendole più propense a pungere bersagli familiari.
Nonostante questi vari fattori, molto resta sconosciuto su cosa renda esattamente qualcuno più attraente per le zanzare. Swiger suggerisce che potrebbero essere in gioco le predisposizioni genetiche, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno queste preferenze.


