Zone paludose “migrano” sempre più verso l’interno e non catturano più anidride carbonica

Credito: Demiahl, Pixabay, ID: 6534054

Le zone paludose costiere si stanno spostando sempre più nell’entroterra e il fenomeno sta accadendo in sei stati degli USA sulla costa dell’Atlantico secondo un nuovo studio apparso su PLOS Climate.[1] Secondo i ricercatori è un problema in quanto la zona costiera non attrarrà più l’anidride carbonica e quindi quest’ultima resterà in misura maggiore nell’atmosfera.

Paludi costiere catturano tanto carbonio

Secondo i ricercatori le paludi costiere catturano tanto carbonio rimuovendolo letteralmente dall’atmosfera (sotto forma di anidride carbonica). Tuttavia le paludi si stanno spostando nell’entroterra invadendo le zone umide d’acqua dolce e le foreste basse. Ciò sta portando ad un certo livello di perdita degli alberi e di decomposizione e questo rilascerà un quantitativo di maggiore di carbonio nell’aria rispetto a quanto le stesse paludi riescono a catturare normalmente. Un problema per il cambiamento climatico in corso.

È importante far sì che le paludi “restino in giro”

“Questa ricerca e le nostre conversazioni con gli stati sollevano molte domande sulle opzioni per la gestione dei paesaggi costieri alla luce di questi cambiamenti e sottolineano l’importanza di ridurre i gas serra e l’innalzamento del livello del mare in generale, perché questo è il motore principale di tutto ciò”, spiega Katie Warnell, ricercatrice della Duke University che ha realizzato lo studio. Secondo la ricercatrice è importante far sì che le paludi “restino in giro” non solo perché sono un “pozzo” di carbonio ma anche perché fanno da protezione per la costa e rappresentano un habitat fondamentale per molte specie pescate.

Gli scenari presi in considerazione sembrano parlare abbastanza chiaro

La ricercatrice ha eseguito dei modelli prendendo in considerazione vari scenari di innalzamento del livello del mare. In 16 dei 19 modelli che la ricercatrice ha realizzato la “migrazione” delle paludi verso l’interno convertiva le terre costiere precedentemente occupate dalle stesse paludi in una fonte netta di carbonio da una condizione in cui erano invece considerabili come un “pozzo” netto di carbonio. Si può fare qualcosa? Secondo la Warnell si potrebbero utilizzare le pompe per proteggere i terreni agricoli, così come le città, dall’aumento della livello del mare. Si tratta di metodi costosi, ammette la ricercatrice, ma in alcune aree potrebbe valerne la pena.

Note e approfondimenti

  1. Sea level rise drives carbon and habitat loss in the U.S. mid-Atlantic coastal zone | PLOS Climate (DOI: 10.1371/journal.pclm.0000044)
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